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Spiagge, l’ira dei balneari spaventa Roma

Spiagge, l’ira dei balneari spaventa Roma

«Riforma inaccettabile». Ma secondo i senatori Cursi e Baldini il testo è stato bloccato dai ministri

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VIAREGGIO. Ha scatenato un putiferio l’articolo di ieri del Tirreno con tutti i contenuti del decreto sulle spiagge. Nel corso dell’intera giornata telefonate roventi dalla Versilia a Roma, con la promessa - strappata alla fine - di bloccare il testo. Che, di fatto, rade al suolo l’intero sistema turistico balneare.

Duri i sindacati Sib Confcommercio, Fiba Confesercenti, Cna balneatori e Assobalneari: «Il documento, nella versione in nostro possesso, è totalmente inaccettabile e conferma la giustezza delle nostre precedenti posizioni assunte in maniera unitaria ed esplicitate al ministro del Turismo Piero Gnudi. Si viene così meno ad un impegno assunto dal Governo lo scorso febbraio di trovare preventive intese, non solo con le Associazioni di categoria, ma anche con Regioni e Comuni. Infatti non ci risulta che nemmeno questi ultimi siano stati coinvolti nella preparazione del decreto legislativo.La distruzione di un sistema economico costituito da 30mila imprese e quella del turismo balneare italiano verrebbe così definitivamente perpetrata. Confidiamo che non saremo i soli ad opporci, con ogni mezzo, alla sua emanazione e applicazione».

Nel pomeriggio di ieri Carlo Monti, presidente dei balneari viareggini di Ascom, ha parlato a lungo col senatore Massimo Baldini (Pdl). «Il senatore - dice Monti - mi ha assicurato di aver ottenuto dal ministro Enzo Moavero Milanesi uno stop al decreto, con la promessa che il governo andrà a Bruxelles per trattare». Sulla stessa falsariga il senatore Cesare Cursi (Pdl): «Ho chiesto e ottenuto un impegno del Ministro delle politiche comunitarie Moavero ad agire nelle prossime ore a livello comunitario, per verificare tutti gli spazi per una possibile modifica dello schema di decreto legislativo sulle concessioni demaniali marittime ad uso turistico-ricreativo che, allo stato attuale, non può lasciare soddisfatti».

Cursi, che è presidente della Commissione industria, commercio, turismo del Senato, ha insomma confermato la volontà del Governo di apportare nei prossimi giorni alcuni miglioramenti al testo del decreto, prima che il provvedimento giunga all’esame del Parlamento per l'espressione del relativo parere. «In quella sede - ha assicurato Cursi - continueremo a dare il nostro apporto per garantire la massima tutela ad un settore strategico per l'intera economia nazionale». (m.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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