Il Tirreno

Versilia

Porto, le concessioni vengono allungate

di Matteo Tuccini
Porto, le concessioni vengono allungate

Si andrà da un minimo di 6 a un massimo di 50 anni. E anche la procedura di assegnazione è destinata a cambiare

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VIAREGGIO. Si allunga la durata delle concessioni portuali. Alla loro scadenza - per la maggior parte sarà nel 2015 - il titolo sarà riassegnato da un periodo minimo di 6 anni a uno massimo di 50. Così, infatti, prevede il decreto del governo Monti sull’assegnazione delle concessioni demaniali marittime, che tanta rabbia ha provocato tra i balneari. E che ha un capitolo, appunto, riservato ai porti. Anzi, per la precisione alla nautica da diporto.

La riforma, per la verità, viene definita «incompleta» dagli stessi addetti ai lavori. Specialmente per quanto riguarda la definizione della procedura di assegnazione delle concessioni. Che però sembra destinata a cambiare. Andando incontro anche in questo caso - come già sta avvenendo per le spiagge - alle richieste della direttiva Bolkestein su concorrenza e trasparenza dell’affidamento. Superando, in pratica, il metodo attuale della “comparazione” tra offerte.

C’è chi resterà escluso. La riforma sarà applicata all’intera area portuale? Non è detto. Si parla, infatti, di concessioni legate alla nautica da diporto. Il che porterebbe a escludere, ad esempio, la banchina dei pescatori che viene utilizzata dai pescherecci.

È chiaro che, per definire meglio l’ambito di applicazione della riforma bisognerà innanzi tutto vederla passare indenne dal consiglio dei ministri e dalle commissioni parlamentari. Poi toccherà alla Regione.

La durata. C’è un aspetto che il decreto non spiega in maniera adeguata. E cioè il punto che riguarda la «realizzazione delle strutture». Nel testo, infatti, si dice che «la durata delle concessioni demaniali marittime per la realizzazione delle strutture» in porti turistici e approdi turistici «non può essere inferiore a trenta anni, né superiore a cinquanta anni». Ma se le strutture ci sono già? Mah. Per quanto riguarda la durata delle concessioni per gli ormeggi, si spiega invece che non può essere inferiore a sei anni, né superiore a venti anni.

«La durata delle concessioni - si legge nella bozza - è individuata in modo da assicurare un uso rispondente l’interesse pubblico, nonché in misura proporzionata all’entità ed alla rilevanza economica degli investimenti e delle opere che devono essere realizzate dal concessionario Con riguardo alle concessioni demaniali marittime di cui al presente comma di competenza regionale, le Regioni fissano con legge la durata delle stesse nel rispetto di quanto previsto nei precedenti periodi».

L’affidamento. Venendo alla procedura di affidamento, sembra che il metodo della comparazione sia destinato a lasciare il passo. Oggi il titolo viene assegnato così: si manifesta interesse per una concessione, si propone l’offerta e il Comune - o l’ente assegnatario - la rende pubblica, in maniera da dare la possibilità ad altri di presentare un’offerta a loro volta. Le offerte vengono poi, appunto, comparate. Nella bozza si spiega, però, che i titoli saranno affidati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nei princìpi dei Trattati europei. Se il modello, per intendersi, sarà quello dei bagni, la concessione dovrà essere messa a gara con tempi e modalità nuove.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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