Il Tirreno

Versilia

«Ho accoltellato Gabriele per difendermi da lui»

di Claudio Vecoli
«Ho accoltellato Gabriele per difendermi da lui»

Lorenzo Calissi, 24 anni, racconta la sua verità di fronte al giudice: «Il coltello? Mi era rimasto in tasca dopo essere andato a far funghi»

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VIAREGGIO. «Ho estratto il coltello per difendermi. Lui stava per colpirmi con un pugno». Lorenzo Calissi, lo studente universitario di 24 anni accusato di tentato omicidio per aver accoltellato Gabriele Marraccini di fronte alla casa della sua ragazza, ieri mattina è stato sottoposto all'interrogatorio di garanzia. Mezz'ora di fronte al gip Simone Silvestri per raccontare, con l'assistenza del difensore Carlo Alberto Antongiovanni, la sua verità su quanto accaduto domenica poco dopo mezzanotte in piazza Santa Maria, di fronte alla Torre Matilde.

Al giudice per le indagini preliminari, il giovane ha raccontato di essere stato svegliato da una telefonata della sua ragazza, Ilaria Bertoloni, mentre stava dormendo nella sua abitazione di piazza Dante. «Era in lacrime. Spaventatissima. Mi ha detto che Gabriele Marraccini era andato da lei e che c’era stato un litigio». Preoccupato, Lorenzo Calissi si è alzato. Si è messo in fretta e furia i pantaloni che aveva utilizzato in giornata ed è salito in sella alla sua bici per raggiungere Ilaria a casa sua. Un dettaglio, quello dei pantaloni, fondamentale per chiarire l'assenza di premeditazione del tentato omicidio. «Quando sono uscito non ho preso alcun coltello. Lo avevo già in tasca perché domenica mattina ero andato con mio padre a far funghi. E in tasca era rimasto», ha spiegato Calissi. Altro dettaglio che smonterebbe l'eventuale premeditazione riguarda poi il mezzo utilizzato per recarsi a casa della ragazza. «Se Lorenzo avesse voluto aggredire il rivale a coltellate – è la tesi dell'avvocato Antongiovanni – non sarebbe certo partito in sella ad una bicicletta».

Lo studente viareggino ha poi raccontato la lite che si è conclusa con la coltellata inferta a Gabriele Marraccini. «Gli animi si sono presto scaldati e c'è stata una colluttazione. Ad un certo punto l'altro giovane ha cominciato a darmi dei pugni e io ho estratto dalla tasca il coltellino da funghi per difendermi. Avevo paura. E così ho cercato di fermarlo. Per quello la coltellata è arrivata sotto l'ascella: perché lui stava per colpirmi con un pugno».

L'avvocato sottolinea poi come Lorenzo Calissi non sia mai fuggito. «Una volta inferta la coltellata – spiega – è stato proprio lui a dire di chiamare il 118. Non solo. Quando ha visto che il sangue usciva copioso dalla ferita, si è tolto il giubbotto è lo ha passato al Marraccini. E non si è mai allontanato, tanto che i carabinieri lo hanno trovato sul posto».

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