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Versilia

I risarcimenti? In base alle tasse pagate

I risarcimenti? In base alle tasse pagate

Dichiarazioni dei redditi e investimenti fatti: così si calcoleranno gli indennizzi per chi perde il titolo

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VIAREGGIO. Dichiarazioni dei redditi e investimenti fatti sul bagno nel corso degli anni. Questi i due criteri che saranno alla base del calcolo degli indennizzi per i balneari che perderanno la concessione, e quindi lo stabilimento, dopo l’asta. Risarcimenti che saranno a carico del concessionario subentrante.

Facile immaginare che chi non ha dichiarato il vero al Fisco, investendo pochissimo nelle strutture, si vedrà portar via lo stabilimento in cambio di un pugno di mosche.

Nella bozza del decreto legislativo sulle spiagge si spiega, inoltre, che il valore complessivo dell’impresa, degli investimenti e dell’avviamento saranno quantificati da una perizia dell’ente pubblico che concederà il titolo. Probabilmente l’Agenzia del Demanio, ma non è certo.

Anche questo aspetto, d’altra parte, finirà per far infuriare la categoria. È difficile credere che non sorgeranno contenziosi su queste perizie realizzate dallo Stato. Specialmente se - come temono i balneari - si stimerà in poche decine di migliaia di euro il valore di stabilimenti tirati su negli anni con spese notevoli.

Già, perché se c’è un aspetto che non quadra, in tutta questa faccenda, è la possibilità di perdere, oltre al bagno, anche proprietà importanti. La caratteristica della Versilia, che piaccia o no, è quella di aver consentito ai balneari di edificare o rimodellare le costruzioni sulla spiaggia per affittarle o per viverci direttamente. Molti di loro ne hanno approfittato, in maniera anche discutibile sotto il profilo paesaggistico, ma con l’avallo delle amministrazioni comunali, regionali e statali. Uffici del Demanio e Capitanerie in primis.

Insomma: se i balneari hanno sbagliato, gli enti pubblici glielo hanno permesso. Ed è chiaro che laddove si richiede un maggior rispetto ambientale, soprattutto a chi ha fatto il furbo, non si può allo stesso tempo dimenticare cosa è avvenuto in passato. Così è difficile motivare quello che diventerà un maxi-esproprio delle costruzioni soltanto con l’esigenza di far cassa. Per carità: alla luce di quanto sta accadendo, forse è vero che non avrebbero dovuto comportarsi così. Ma chi in teoria avrebbe dovuto impedirglielo, di fatto li ha incoraggiati. (m.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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