Sicurezza
Campo rom invaso dall’acqua della fogna che nessuno ripara
TORRE DEL LAGO. L'associazione "Berretti Bianchi onlus" sollecita il commissario prefettizio, Domenico Mannino, a intervenire al campo comunale rom di via Cimarosa per riparare le fognature in quanto...
TORRE DEL LAGO. L'associazione "Berretti Bianchi onlus" sollecita il commissario prefettizio, Domenico Mannino, a intervenire al campo comunale rom di via Cimarosa per riparare le fognature in quanto incombe sulla struttura un pericolo sanitario. Da sotto due container fuoriesce acqua putrida di fogna che continua ad allargare la pozzanghera che si è creata per un tubo ostruito che ormai da giorni, «nonostante fax, email e segnalazioni all'ufficio del cittadino, nessuno va a ripare», affermano i "Berretti Bianchi". Sabato pomeriggio al campo rom è stato celebrato il battesino di quattro bambini, secondo il rito ortodosso. Già dalla mattina i preparativi fervevano e la comunità rom era in festa per questo avvenimento. «La presenza dell'acqua putrida in una giornata di festa non era il massimo- scrivono i Berretti bianchi -. Alcuni degli occupanti il campo si domandano il perchè dal Comune non sia intervenuto ancora nessuno per riparare il guasto». Il prete ortodosso, un ucraino, che conosce i rom del campo non è stato indifferente alla realtà del campo. «L'uomo ha inventato aerei supersonici, va sulla luna, ha costruito grattacieli meravigliosi - dice - e prodotto ricchezze, guarda oh Dio in quali baracche fa abitare». I rom che prendono parte alla cerimonia lo ascoltano con una candela accesa in mano, alcuni rispondono alle preghiere. E intanto l'odore di fogna si mischia a quello dell'incenso. La cerimonia termina, i bimbi sono stati battezzati ed è giunta l'ora del banchetto. La puzza si fa sentire prepotentemente, alcuni dei presenti inevitabilmente mettono i piedi nell'acqua putrida, gli odori si mescolano, tra il profumo del cibo e quello di fogna. La comunità rom avrebbe voluto invitare i figli e qualche persona della comunità locale, ed anche gli insegnanti della scuola, però il pudore li ha indotti a desistere. Invitare gli ospiti e far trovare a "casa propria", ossia, nel campo, insieme all'acqua benedetta, l'acqua di fogna sarebbe stato brutto. Ed allora hanno preferito evitare. «La discriminazione passa anche attraverso la stasatura di una fogna - dicono i Berreti Bianchi - e il riconoscimento dei diritti umani, che andremo a celebrare con molta enfasi fra meno di due mesi, a volte viaggia a bordo di un'autospurgo».
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