La manifestazione
Pd, via il porto a Ponente dal programma elettorale
Il segretario Dal Pino: è uno dei sogni della città, ma costa 30 milioni di euro Stasera la riunione della segreteria che si preannuncia bollente
VIAREGGIO. «Altro che non avere fatto niente! In questi quattro anni il Pd è stato il partito che ha fatto le elezioni provinciali, ha tenuto, si è affermato come primo partito della città. È stato bravo il segretario? Sono stati bravi i candidati? Non lo so: fatto sta che è andata così». Glauco Dal Pino, segretario del Partito democratico di Viareggio respinge al mittente le critiche ricevute, sulle pagine del “Tirreno”, dall’ex capogruppo Antonio Batistini. «In questi mesi abbiamo avviato i gruppi di lavoro che sono arrivati a fare la conferenza programmatica. Abbiamo avuto rapporti con la sinistra per essere realmente alternativi da quello che ha fatto il centrodestra fino a qui. Oggi la possibilità di un'alleanza c'è».
Alleanza fortemente condizionata, così si dice, dal contenuto del programma che il Pd propone ai possibili alleati. A cominciare dalla questione del porto a Ponente, ben presente nella relazione che il segretario versiliese, Alberto Corsetti, ha portato proprio alla conferenza programmatica. «Il porto a Ponente - risponde Dal Pino - non è nel volume risultato dell'esito della conferenza programmatica. È uno dei sogni della città. Ma costa 30 milioni di euro. Siamo convinti che ci sia chi li vuole spendere?».
Il Pd dei veleni incrociati difficilmente arriverà ad esprimere il sospirato candidato unitario. Anche perché i “renziani” non mollano sulla richiesta di primarie. Dal Pino non si lascia scalfire: «Magari, però, se il candidato viene scelto dalla stragrande maggioranza del partito può darsi che anche per i “renziani” non ci siano più da fare le primarie. La strada però non è quella di sparare qui e là: è quella di arrivare a dire si fa una proposta». Anche perché - sottolinea il segretario del Pd - «si fa presto a dire “mi candido”. Le regole non ci sono ancora, non si sa quante firme servono. E le regole che usciranno dal Pd dovranno in parte essere condivise anche con la coalizione»
Nel giro di «qualche giorno», il Pd vuole sciogliere il nodo candidature.: «Anche perché così siamo rimasti d’accordo con i possibili alleati». Dal Pino ribadisce quanto già dichiarato al “Tireno” qualche giorno fa: «Si possono fare le primarie con due candidati. Ma, attenzione: cinquanta sfumature di Pd la città non le capirebbe».
Intanto per questa sera è stata convocata una segretaria che si preannuncia “bollente”.
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