Il Tirreno

Versilia

Ribellione a Stefan «Senza stipendio da quattro mesi»

di Matteo Tuccini

Le addette del negozio si rifiutano di lavorare la domenica «Abbiamo 5mila euro di arretrati. E un futuro che non c’è»

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VIAREGGIO. Undici donne sul piede di guerra. Lavoratrici che, a differenza di altre colleghe, si rifiutano di lavorare la domenica e i festivi perché l’azienda non paga loro lo stipendio da quattro mesi.

E così, al punto vendita della catena Stefan in via Aurelia sud a Bicchio, la domenica (e i festivi in generale) non si va in negozio. «Abbiamo 5mila euro di arretrati a testa - spiega Anna Ruffini della rappresentanza sindacale - Il 15 di questo mese abbiamo preso parte della quattordicesima, ma con quei soldi non paghiamo il mutuo e non manteniamo la famiglia. Così abbiamo deciso di scioperare a oltranza nei turni di lavoro domenicali e festivi. Almeno fino a che non vedremo qualche segnale concreto».

La situazione dell’azienda di abbigliamento guidata dall’imprenditore pratese Giuseppe Videtta è, però, decisamente difficile. E contrariamente a quanto è avvenuto per altri punti vendita Stefan, che sono passati di mano, a Viareggio non ci sono al momento prospettive di essere assorbiti da qualche marchio concorrente.Così per 11 persone e le loro famiglie il futuro è ignoto.

«Nonostante vari incontri con l’azienda - spiegano le lavoratrici - non siamo ancora riusciti a capire se esista o meno un piano di rientro, o un progetto per tenere in vita questo negozio. Non sappiamo se c’è la possibilità di continuare anche attraverso dei sacrifici, di cui potremmo discutere a un tavolo. Perciò, per smuovere il lassismo dei vertici di Stefan, abbiamo stabilito assieme alla Fisascat-Cisl e al suo segretario Giampiero Guidi di scioperare».

Una mobilitazione, quella delle addette versiliesi, che purtroppo non è stata seguita da altri punti vendita della Toscana. Anche perché c’è sempre chi spera di non perdere l’intera quota di stipendi non versati, prima di far partire la battaglia e un’eventuale vertenza.

Ma c’è un altro aspetto che le lavoratrici tendono a sottolineare: il passaggio di Stefan da società per azioni a società a responsabilità limitata. Un passaggio comunicato l’11 ottobre, e che preoccupa molto sia i lavoratori che i sindacati. Il perché è semplice: una srl “scarica” più agevolmente le responsabilità che seguono a un eventuale fallimento. In termini, ovviamente, soprattutto economici. Ma a preoccupare chi lavora dentro Stefan, soprattutto, sono le bollette e i mutui che arrivano ogni mese e che devono essere saldati per non perdere tutto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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