La manifestazione
La madre in lacrime: «È morto Vittorio»
L’annuncio della tragedia arrivato a Pietrasanta via telefono dalla Francia a una dipendente della lavanderia
PIETRASANTA. Su quella vacanza a Eurodisney, Vittorio, aveva fantasticato in continuazione. E non solo negli ultimi tempi. Come del resto può fantasticare un qualsiasi bambino di 7 anni che dall’oggi al domani si ritrova a condividere un paesaggio da sogno fra giochi, divertimenti, montagne russe e sorprese infinite. Ma Vittorio Boschi, quella vacanza, non la potrà raccontare ai suoi piccoli amici che domani mattina lo avrebbero atteso a scuola per ascoltare, con occhi spalancati, le mille avventure di un viaggio meraviglioso . Il fato, incarognito e perverso, celato sottoforma di un camioncino, finito venerdì pomeriggio a Parigi contro l’auto della famiglia Boschi, si è portato via la sua giovane vita, ancora tutta da scrivere, lasciando nella disperazione mamma Francesca, la sorellina Emma di 10 anni e ancora babbo Mauro. E se mamma e figlia, da quello scontro devastante e dalla dinamica ancora tutta da chiarire, sono uscite praticamente illese, Mauro, il papà, è invece in un letto di un ospedale parigino in stato di coma farmacologico e, fino al pomeriggio di ieri, ancora ignaro di quanto accaduto al suo Vittorio.
Una famiglia come tante, i Boschi: originari della zona di Pontedera, ma con la residenza, da alcuni anni, in via S. Caterina a Capezzano Monte. Babbo Mauro fotografo per importanti riviste, mamma Francesca titolare della lavanderia “Le mille bolle blu” nell’area Conad di via Aurelia, Emma e Vittorio chiamati a frequentare la stessa scuola, le elementari Pascoli di Porta a Lucca, rispettivamente le classi quinta e seconda. «Sono partiti martedì o mercoledì in aereo: un viaggio voluto per festeggiare il compleanno di Emma, i suoi 10 anni. Parigi e Eurodisney. Francesca ce ne parlava da settimane: una fuga dopo mesi di lavoro ininterrotto e soprattutto la gioia di condividere con i figli e il marito, un momento di spensieratezza. Una bella famiglia, i Boschi: uniti, simpatici. E quei due bimbi, poi, una meraviglia: Francesca, la mamma, ha sempre vissuto per loro, nonostante un lavoro pesante, con quella lavanderia quasi sempre aperta al pubblico. Non c’era istante libero che non trascorresse con loro: per mangiare insieme, seguirli nei compiti, fare la spesa».
«E’ terribile quanto è accaduto. Inaccettabile», dicono da un banco del supermercato Conad. Qui tutti conoscono tutti. In particolare Francesca Teoducci, la mamma. «Una persona solare, sportiva, grande lavoratrice, con quel sorriso sempre ad illuminarle il volto. Guardi, non sono parole dette tanto per dire. E’ la verità. Quei bambini, poi: non posso credere che non rivedremo più il piccolo Vittorio: scorrazzava avanti e indietro, così vivace. Così piccolo” sussurrano dal negozio di parrucchiera Immagini, a pochi metri dalla lavanderia di Francesca, dove, all’ingresso hanno affisso un manifestino listato a lutto con la scritta «E’ morto un angelo. Vittorio».
Venerdì pomeriggio, intorno alle 6 e mezzo, una dipendente aveva parlato con Francesca: l’incidente era accaduto da poco. «E’ morto Vittorio, è morto il mio Vittorio» non faceva che ripetere la mamma disperata. Poi il silenzio.
Sconvolto anche il vice-sindaco Luca Mori. «Mia figlia è stata compagna di banco di Vittorio: un bambino vivace, curioso, con tanta voglia di ridere. Spesso, tornando a casa, mi diceva “sai, babbo, cosa ha fatto Vittorio oggi?”. E giù racconti, sorrisi, battute. Ecco, io non ho parole. Non ho neppure la forza di dire, da padre, qualcosa in questo momento. Ho parlato con Francesca, la mamma, mi ha detto che erano fermi con l’auto, che stavano tornando da Eurodisney, quando un mezzo pesante li ha travolti. C’è solo silenzio e disperazione, oggi. Come Amministrazione faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità per dare assistenza a questa famiglia. A cui siamo vicini e a cui continueremo a stare vicini, per quello che può servire».
La piccola passione di Vittorio era il judo: lo praticava con entusiasmo, sempre seguito dai suoi genitori. «Conosco bene Francesca: è una ragazza di grande cuore – racconta Ruggero Fava responsabile della parrocchia di Capezzano Monte - non ci ha mai fatto pagare un euro per ogni cosa che le portavamo a lavare. Sempre massima disponibilità. Quanto è accaduto al piccolo Vittorio è motivo di grande dolore».
Una tristezza tracimante pervade la piazzetta Conad. «Anche sabato scorso, come abitudine, si sono fermati a pranzare da noi – ricordano dalla pizzeria Apogeo - Vittorio, Emma e i genitori. Un rituale consolidato. Con Francesca condividiamo orari e sacrifici, anche se il primo pensiero va sempre ai nostri figli. Lei, nonostante un lavoro pesante, li ha sempre seguiti in continuazione. Questo viaggio a Eurodisney lo aspettavano da tempo: sarebbero dovuto tornare nel fine settimana. Vittorio, poi, era un bambino sempre curioso, con una gran voglia di fare, scoprire. Non ci sono parole, non riusciamo neanche ad immaginare il dolore che stanno provando. E’ qualcosa di terribile. Ed uno si chiede perché possono accadere certe cose».
Domande che si porranno, già domani mattina, anche i compagni di classe di Vittorio: il dirigente del Comprensivo 1, Sandro Orsi, si metterà in contatto con lo sportello di ascolto. Quel banco vuoto, ai bambini, andrà spiegato con parole appropriate. Senza omettere, senza nascondere. Ma ogni parola resterà comunque vana. Non c’è spiegazione di fronte ad un dolore immaturo ed immenso.
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