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Vertenza Bienne Srl, la Filcams-Cgil non firma

VIAREGGIO. Nessun accordo tra Filcams-Cgil e “Bienne Srl”, storica azienda di elettroforniture, attiva da 40 anni a Viareggio, con circa una dozzina di dipendenti. L'azienda - spiegano per la...

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VIAREGGIO. Nessun accordo tra Filcams-Cgil e “Bienne Srl”, storica azienda di elettroforniture, attiva da 40 anni a Viareggio, con circa una dozzina di dipendenti. L'azienda - spiegano per la Filcams Massimiliano Bindocci e Valentina Gullà - «aveva già chiesto la cassa integrazione da mesi, ma poi in modo unilaterale era ricorso senza nessuna contatto preventivo con il sindacato al licenziamento per 3 dipendenti. La Cgil ha chiesto un incontro per prorogare la cassa integrazione, per far fronte al perdurare del calo di fatturato, ha riservato invece amare sorprese per tre dei dieci lavoratori dipendenti. La cosa che è emersa con stupore è che il licenziamento serviva a favorire la cessione dell'azienda e non c'era nessuna disponibilità a fare cassa integrazione. Inoltre, sui criteri di individuazione dei licenziati: nessuna risposta».

L'azienda - continuano i due sindacalisti - «ha rivelato come suo unico interesse quello di cedere un ramo d'azienda (fornitura, vendita al dettaglio e assistenza) ad un grande gruppo del settore, il quale è disposto ad acquisire Bienne solo ed esclusivamente se i tre lavoratori considerati in esubero vengono licenziati. Ma quello che ha stupito di più sta nel "ricatto" che l'azienda ha posto: se non c'è accordo senza indennizzo per licenziamento di tre dipendenti salta l'accordo e tutti perdono il lavoro. La conditio sine qua non perché la cessione di ramo d'azienda abbia luogo è che i tre posti di lavoro siano tagliati non attraverso procedura ordinaria di licenziamento ma, appunto, tramite un accordo nel quale i lavoratori dovrebbero accettare la risoluzione del rapporto di lavoro con erogazione rateizzata del Tfr, senza alcun ulteriore incentivo all'esodo e senza possibilità di rivalsa. La mancata sottoscrizione dell'accordo comporterebbe quindi l'interruzione delle trattative di compravendita dell'attività, la cessazione della stessa e la conseguente perdita del posto di lavoro per gli altri sette dipendenti. Posto che gli accordi che Bienne vuole far sottoscrivere a persone che hanno speso dieci, venti o trent'anni della propria vita in azienda sarebbero anche di dubbia legittimità, oltre che lesivi dell'interessi del personale, la Filcams non ha siglato nessun accordo».

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