Sicurezza
Salone, lo vuole organizzare Polo nautico
La proposta di candidatura nell’assemblea dei soci fissata per lunedì. Cima avverte: Genova vive delle nostre barche
VIAREGGIO. Polo nautico si candida ad organizzare il Salone nautico che Viareggio vorrebbe sottrarre a Genova. Se ne discuterà nell’assemblea dei soci, fissata per lunedì prossimo, ma l’amministratore unico della società consortile, Riccardo Cima, ha le idee chiare. «Per mettere in moto la macchina organizzativa - spiega - occorre che ci sia un soggetto che faccia richiesta formale subito a Comune, Provincia e Regione. Nel colloquio telefonico che ho avuto con l’assessore provinciale Francesco Bambini ho già colto un parere favorevole. Così come so già che l’idea piace alla Camera di commercio. E non credo che l’ammiraglio Brusco, sub commissario prefettizio per il Comune, possa dire di no ad un’iniziativa del genere».
L’idea centrale è quella di proporre Polo nautico, nato dalle ceneri della nautica mercantile dell’ex Sec, come «soggetto terzo, grazie al numero di cantieri che riunisce, nel panorama della Darsena che si candida a riportare in città il Salone. Ma è necessario che il confronto si apra subito».
Alla domanda se vi siano gli spazi necessari, Cima risponde senza esitare: «Certo: le Darsene Lucca, Italia, pescherecci, quella di Azimut. Spazi più che sufficienti se pensiamo ad una esposizione in acqua delle barche a motore. E non ad un salone come quello di Genova che nel tempo è diventato salone dell’accessoristica e della componentistica».
Cima, per Viareggio, immagina «un salone delle barche in acqua, dai venti metri in su. Più simile a quelli “di nicchia” organizzati a Montecarlo e Cannes che a quello nazionalpopolare di Genova, dove l’ingresso costa meno di 8 euro ed è dunque accessibile a tutti». L’idea di buttarsi da subito a creare le condizioni perché la scelta diventi realtà, nasce dal fatto «che gli imprenditori sono molto interessati», ma anche dalla considerazione che «a Genova abbiamo visto, quest’anno, un totale degrado, un calo dei visitatori pari al 22% (rispetto al 2008 il calo è del 60%), un calo degli espositori, ma - cosa ancora più grave - un calo dei cantieri nvali. Senza le barche di Azimut, San Lorenzo, Fipa e Overmarine (tutti cantieri viareggini), tutti hanno potuto constatare che le banchine liguri sarebbero state vuote. Ha quindi assolutamente ragione Paolo Vitelli quando dice di riportare il salone a Viareggio. Che senso ha per i cantieri di Viareggio sostenere tutti i costi del salone di Genova quando a Viareggio abbiamo tutto: dall’aeroporto di Pisa, due eliporti in Darsena, hotel, ristoranti, le nostre Danze e soprattutto i cantieri con la loro produzione?
Ma non finiscono qui i programmi di Polo nautico: «Dopo aver fatto investimenti complessivi per 50 milioni di euro, avere realizzato la nuova mensa dove ogni giorno vengono serviti circa 250 pasti, aver creato una struttura di alaggio e varo fino a 400 tonnellate, intendiamo - spiega Cima - ristrutturare gli uffici sopra la mensa, per 600 metri quadrati totali, per realizzare una sala conferenza da 100 posti e destinare il resto in spazi da locare a terzi. In questo senso è in fase di perfezionamento l’accordo con Camera di commercio, Provincia e Regione per accogliere negli uffici realizzati l’incubatore regionale tecnologico delle micro imprese che sviluppano now how per la nautica». Tre anni, per le piccole aziende che operano in questo senso, ospiti della struttura con molti vantaggi e la possibilità, poi, di viaggiare in autonomia.
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