Sicurezza
«La Società della salute non è un carrozzone»
VIAREGGIO. La Società della salute, ormai destinata alla chiusura, non è stata e non è affatto un carrozzone. Lo assicura il sindaco di Seravezza, e presidente della Conferenza dei sindaci, Ettore...
VIAREGGIO. La Società della salute, ormai destinata alla chiusura, non è stata e non è affatto un carrozzone. Lo assicura il sindaco di Seravezza, e presidente della Conferenza dei sindaci, Ettore Neri.
«Se è più che legittimo, anche se secondo me sbagliato, manifestare il proprio dissenso nei confronti di una scelta, quella della istituzione delle Società della salute, fatta dalla Regione Toscana alcuni anni fa - dice Neri - meno corretto è, mi pare, far credere, particolarmente in Versilia, che questo Ente sia un carrozzone ed una inutile realtà. Ma quello che più conta è rimarcare come quelle urgenze che portarono la Regione Toscana a pensare alla nascita delle Sds e, cioè, la necessità di portare ad unità, tra Asl e Comuni, e dare una regia unica al sistema socio assistenziale e socio-sanitario eliminando la frammentarietà degli interventi sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo sono oggi ancor più forti ed irrinunciabili. Si può modificare o eliminare lo strumento Società della salute, ma non si può rinnegare il bisogno, per tutte le istituzioni territoriali, di superare l'ottica legata alla dimensione del singolo Comune, per abbracciare quella propria delle forme associate. Sotto questo profilo la SdS, grazie alla costituzione di efficaci prassi operative e di coordinamento con le diverse strutture della locale azienda sanitaria, ha reso possibile la compiuta definizione dell'effettivo assetto dei bisogni sia socio-assistenziali che socio-sanitari».
«Anche noi amministratori comunali - conclude Neri - attendiamo con ansia ed urgenza che la Regione Toscana prenda una decisione definitiva e chiara sul destino delle Società della Salute. Resta il fatto, però, che nello stesso momento nel quale venisse decisa la fine dell'esperienza delle Società della salute, per gli amministratori locali e regionali, per gli operatori, per le associazioni, per gli utenti si porrebbe il problema, non rinviabile, di come affrontare la gestione di servizi essenziali e di bisogni non derogabili per i quali il ritorno alla originaria e ristretta dimensione comunale potrebbe risultare pericolosamente inadeguata».
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