Il dolore
Caso Mitoraj? Il versiliese è fatto così
Manlio Cancogni commenta in chiave antropologica la protesta contro l’Annunciazione: non amiamo il forestiero
PIETRASANTA. «A Pietrasanta si sentono tutti artisti e scultori, anche chi e' lavoratore del marmo. Mestiere nobile, per carita', ma che non giustifica tutta questa competenza nel dire no al posizionamento di un'opera nella facciata di una chiesa».
L'immagine della spiaggia, dal salotto di casa di Manlio Cancogni, e' splendida: nuvole in dissolvenza, un vortice di bagliori riflessi nelle onde che declinano sulla battigia, un patino su cui saltano due bambini, mentre sullo sfondo rumoreggia, eterno, il mare .
« A dire il vero preferisco indugiare con lo sguardo sul mantello verde delle nostre colline: e comunque due visuali di mondo agli antipodi, cosi' uniche e splendide, li trovi probabilmente solo in Versilia». Cancogni, 96 anni, giornalista e scrittore, uomo di cultura e profondo conoscitore della realtà di casa nostra, abita in una villetta sul lungomare che si allunga fra Fiumetto e Tonfano, " ma io sono di Fiumetto, da sempre", precisa con un sorriso: vive il suo quotidiano attraverso due vetrate « una mi sbatte in faccia, ogni giorno, questo insopportabile e caotico lungomare, l'altra cio' che resta delle nostre colline e montagne, mai veramente valorizzate e tutelate.
Ma adesso non mi faccia passare per il solito vecchio nostalgico: mi chiedeva dell'Annunciazione di Mitoraj, vero?»
Gia': la scultura in bronzo del maestro polacco che sara' inserita, a dicembre, in una lunetta della chiesa di S.Agostino, in piazza Duomo, divide la citta': un migliaio di cittadini hanno firmato contro la ' modifica della piazza e delle sue chiese e palazzi' ' ed il sindaco Domenico Lombardi, da settimane, e' additato come il responsabile di una scelta mai discussa e condivisa con la comunita'.
« Il fatto che Mitoraj, artista sensibile, talentuoso ed equilibrato, lasci traccia di se' a Pietrasanta, a me sembra fatto positivo. Non ho visto l'opera, so che tratta dell'Annunciazione, ma, e mi ripeto, ho fiducia nelle capacità dell'artista e di quanto concordato con il sindaco. Chi parla di realta' immodificabile dovrebbe comunque guardarsi intorno e neppure troppo lontano: nella chiesa della Misericordia di via Mazzini sono stati realizzati da Botero dei dipinti di un certo impatto visivo e non mi sembra che sia venuto giu' il mondo per questo. Le contaminazioni fra arte antica e moderna esistono da sempre e ovunque: e poi Mitoraj non modifica, casomai aggiunge. Insomma non vedo perche' non si debba dargli spazio. E poi, se non sbaglio, parliamo di una scultura rimovibile: con firme e proteste, a mio avviso, si sta esagerando e non si fa, come città, tutta questa gran figura.
«Il fatto e' - continua Cancogni - che il pietrasantino, anzi il versiliese in genere, non ama follemente i suoi ospiti, che siano importanti o meno e questo e' un paradosso per un paese che vive di turismo. Ed e' cosi' da sempre, mi creda. Il versiliese e' geloso di cio' che ha e della propria appartenenza, e' intelligente, vivace e al tempo stesso un po' bighellone. Quando arriva l'ospite lo osserva con sospetto, non lo accoglie mai veramente e alla fine non aspetta altro che se ne torni a casa sua. Come a dire che questa levata di scudi contro Mitoraj e la sua opera nella facciata della chiesa, non mi sorprende. Il sindaco Domenico Lombardi ha però fatto la scelta giusta. Sul fatto che l'abbia condivisa con la citta' solo a ' giochi fatti', non mi esprimo, perche' non ne conosco le motivazioni". Le piace la Versilia di oggi?
« E' una terra che, come tante altre, ha pagato pegno alla modernità. E la modernità non si combatte, mi sembra evidente: subentra e cambia te stesso e ciò che hai intorno. E poi, oramai, per l'eta' e per qualche acciacco di troppo, non esco più di casa e quindi vivo poco la Versilia e i suoi stessi cambiamenti. Anche se mi piacerebbe, almeno una volta, tornare nel centro storico di Pietrasanta: mi dicono che e' realtà oramai internazionale e frequentata, per mostre, rassegna, bar e ristoranti. Internazionale, ma anche con la mentalità di sempre, vedi il no a Mitoraj".
E del turismo russo, sulle nostre spiagge, che percezione ha?
«Siamo di fronte ai nuovi ricchi, persone, in diversi casi, con un passato in diversi settori delle varie polizie di Stato, e quindi con certi retaggi comportamentali conseguenti: servono altri commenti? Detto questo, portano soldi, tanti soldi, e allora il versiliese, sia pure brontolando, e' ben felice di accoglierli. Per un periodo».
Alla voce cultura come se la passa la Versilia?
«A me sembra che ci sia tanto di tutto. Basterebbe meno. Certo, la scomparsa di Romano Battaglia, che nel fare il suo lavoro su palco era molto bravo, si farà sentire al Caffè' della Versiliana».
Parlava di colline e montagne poco tutelate. " La strada per il Cardoso e' uno sfregio alla natura, i paesi collinari sono sempre più spopolati. Certi valori, certe usanze, sono state dimenticate. Ma forse e' meglio cosi', non saranno rovinati del tutto dalla modernita', anche se temo che con il tempo le montagne della Versilia assomiglieranno sempre di più a quelle della zona apuana».
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