Il dolore
«Casa, le nuove regole puniscono i più deboli»
Caprili contesta la stretta sugli aiuti e i 60 giorni di limite per chi è in pensione «Dobbiamo mobilitarci come associazioni. E trovare qualche tetto in più»
VIAREGGIO. Mano pesante non sugli sprechi, ma su chi è già in difficoltà. Milziade Caprili, consigliere comunale e presidente della Croce Verde, boccia il nuovo regolamento sull’emergenza abitativa approvato dal commissario.
«Pare quasi, a leggere il pessimo regolamento sull’emergenza abitativa - dice Caprili - che ci sia una sorta di rivalsa, una specie di spirito punitivo nei confronti di quanti quante si trovano oggi in difficoltà. Pessimo, lo ripeto; e mi auguro, quanto meno, che chi sarà chiamato, anzi eletto, alla guida della città operi una sua cancellazione. Del resto questo atteggiamento consolida un pensiero, qualche volta nascosto nelle pieghe di un linguaggio burocratico-politichese, altre reso esplicito: l’angolo visuale è quello degli abusi, di chi avrebbe abusato degli aiuti pubblici. Ovviamente anche venissero fuori - personalmente penso che verranno fuori, aspettiamo con rispettosa partecipazione la Corte dei Conti - non potrebbero in ogni modo annullare i bisogni di uomini e donne, bambini e vecchi che hanno pensioni da fame, sono disoccupati o cassaintegrati, morosi per le bollette del gas, dell’acqua, dell’elettricità e con gli affitti».
«Certo se siamo arrivati a questi punti - prosegue - ci saranno pure delle responsabilità. Le ultime tutte addebitabili alle ricette “brutali” del senatore Monti e di chi le ha votate. Tutti i fondi sociali, per non parlare della sanità, azzerati o quasi. E , vogliamo parlarne?, i Comuni ridotti a questuare un po’ di risorse. Attenuanti certo, che tuttavia non rendono meno pesante un provvedimento come il regolamento sull’emergenza abitativa buono, e solo per sessanta giorni, per i poverissimi. Stupenda, nella sua insensata crudezza, quella norma per cui gli interventi “avranno durata massima di 60 giorni, entro i quali il beneficiario è tenuto a reperire autonoma sistemazione”. E se no, cosa accadrà, verranno messi fuori casa dai vigili urbani? Pessimo per quello che c’ è e, ancor più, per quello che non c’é. Si può ricorrere a qualche tipo di giudizio di una qualche magistratura per metterlo in condizioni di non nuocere in una situazione già difficile? Sento, tuttavia, che esiste anche un campo dove le iniziative delle Associazioni cittadine, già così rilevante, potrebbe trovare spazi per ulteriori passi in favore della nostra gente che oggi risulta particolarmente esposta ai morsi della crisi: mettere in rete tutte le Associazioni per vedere quello che viene fatto e le ulteriori possibilità di aiuto che si potrebbero attivare. Penso, solo per fare un esempio, a qualche sistemazione abitativa a cui si può dare concretezza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
