Sicurezza
Società della salute addio «Un carrozzone inutile»
Mai decollato il consorzio tra Asl e Comuni che doveva gestire servizi associati «In due anni e mezzo pochi fatti e uno spreco di centinaia di migliaia di euro»
VIAREGGIO. Società della salute addio. Nessuno sentirà la sua mancanza: tanti quelli che l’hanno sempre criticata, vedi i sindacati, i partiti di centrodestra e anche numerosi cittadini. Ma pure all’interno dell’Asl, ormai, era chiaro che il consorzio costituito due anni e mezzo fa assieme ai Comuni per gestire alcuni servizi associati - uno su tutti, l’assistenza domiciliare agli anziani - non è mai decollato. E così com’è, sussurrano dai vertici, «è solo un carrozzone inutile». Oggi meno giustificabile che mai, vista l’aria che tira sulla sanità.
Il fatto, però, è che come ribadisce Doriana Micheletti, dipendente Asl e leader del sindacato Cisal, «questo carrozzone è costato centinaia di migliaia di euro ai cittadini della Versilia senza produrre un granché». La Cisal ha messo tutto per iscritto, nel luglio del 2011, con un esposto alla Corte dei Conti sugli sprechi della Sds. Un bilancio di circa 3 milioni di euro, con la voce “Costi generali” che recita 346mila euro. «Cioè gli emolumenti del direttore della Società, il dottor Enrico Salvatori, e del collegio sindacale», spiega la Micheletti. In realtà, secondo l’Asl, il costo vivo annuale del consorzio è inferiore ai 100mila euro. Soldi, comunque, che alla luce degli scarsi risultati di questo progetto risultano spesi senza costrutto. Certo, la Versilia ha evitato le scandalose assunzioni viste in mezza Toscana: i tre dipendenti presi in carico torneranno ad Asl e Comuni. Semmai c’è da capire cosa si farà con i servizi oggi gestiti dalla Sds: verranno affidati all’azienda sanitaria o ai Comuni? Non si sa.
«Il progetto della Società della salute non partiva da un’idea sbagliata - afferma Laura del Freo della Cgil - nei fatti, però, si è rivelato un autogol. La Regione ha le idee poco chiare, ma se fa retromarcia su questo ente almeno dimostra del buon senso».
Eppure, per Doriana Micheletti c’è ancora tanto da fare, «prima di togliere i servizi alle persone e far pagare più ticket. C’è, ad esempio, la questione degli Estav, che non si capisce se sono serviti a far risparmiare, ma in compenso sono riusciti a creare un dirigente ogni quattro dipendenti». Chissà come la pensa sull’argomento il nuovo direttore generale Brunero Baldacchini, che viene proprio dall’Estav.
Matteo Tuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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