Il Tirreno

Versilia

La Versilia spende 11 milioni in cultura E l’ora di unirsi

di Adolfo Lippi
La Versilia spende 11 milioni in cultura E l’ora di unirsi

Manrico Nicolai: stop ai doppioni, i Comuni si specializzino E se Viareggio decade, non è che migliori Camaiore...

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PIETRASANTA. Manrico Nicolai è un uomo tranquillo. Ha appena terminato di dirigere l'estate a "La Versiliana" di Pietrasanta, è consapevole di aver fatto bene. Ancora oggi, con la pioggia battente, tra i pini e i mirteti cari a D'Annunzio sgambettano centinaia di ragazzi delle scuole in visita agli stands del Festival della Salute. Sono stati tre mesi di eventi continui, di eventi con alcuni riconosciuti successi, di eventi che hanno portato a casa anche risultati finanziari. Bene, è il momento di rimboccarsi le maniche, pensare al futuro. Ed il futuro non può che essere, lo riconosce Nicolai, razionalizzato, inventato con tutti i Comuni della Versilia che qualcuno (la Regione) deve mettere assieme, bisogna convincerli a collaborare perché se tutti continuano a far tutto (festival, opere liriche, sagre, premi) è un disastro, si disperdono energie, si spreca denaro pubblico. Senza portare a casa gli incassi. Manrico Nicolai è un uomo sobrio. Proviene da Fivizzano, Lunigiana, rocce colpite da Pietro Cascella un duro battitore, testardo e categorico. Suoi monumenti di forza eccezionale, monumenti come si facevano una volta. C'era un mondo allora. Era il mondo dei contadini e degli operai. Manrico Nicolai si laureò a Firenze, senza dimenticare la realtà, senza salire in cattedra. La gente che frequentava era sul fronte del lavoro, era, come si diceva, la "classe". E da lì imparò a tener duro, a scegliere, a fare cultura, non quella cicisbea dei salotti, la chiacchiera snob, la cultura delle cose, teatro, cinema, letteratura, che devono stare, con l'arte, sul territorio. Che non vuol dire astrarsi mai, ma vuol dire concepire anche lo spirito sempre in funzione del corpo. Col corpo. E la Versilia un corpo unico lo è. Per geografia, per tradizioni. Adesso La Versiliana ha ottenuto di programmare il teatro per 4 Comuni: Viareggio, Camaiore, Pietrasanta, Seravezza. Trenta commedie circoleranno come una comune città; informazioni, prenotazioni, organizzazione, in una sola mano. Dice Nicolai: «E' un buon inizio. Si dovrebbe seguire quest'indirizzo anche per le mostre e per le altre manifestazioni».

Nicolai, che fece politica nel vecchio PCI (e fu in commissione nazionale), è stato sindaco di Pietrasanta, presidente dell'Apt, presidente del Pucciniano, ora è direttore generale de "La Versiliana". Non gli mancano le competenze, è un manager. Mi sembra abbia fatto propri gli stilemi del "centralismo democratico" che vuol dire non sperdere il potere, le decisioni, le idee, in cento assemblee, nei quartierini, tra i campanili, nei chiribizzi di 8 assessori. La Versilia è un brand. E' un prodotto che va tenuto in un unico pacchetto. Gli interessi di Viareggio sono quelli di Forte. Se decade Viareggio non migliora Camaiore. Dice Nicolai: «In cultura o spettacoli si spendono in Riviera 11 milioni di euro (dato 2009). Si spendessero in modo coordinato potremmo aggredire il mercato già in febbraio-marzo. Adesso nessuno sa cosa farà l'altro e quando arriva la mostra di Botero pare un evento eccezionale. Eppoi perché non si è fatto pagare l'ingresso? Tutto è caotico, episodico, la Regione dovrebbe aiutarci ad andare a proporre la Versilia all'estero. Puccini è sempre più un "bene" lucchese, Torre del Lago è inchiodata dai debiti e non produce un'opera storica, per esecutori, per regia...».

Prosegue Nicolai: «Vi sono in Versilia vocazioni specifiche. Forte, per natura dei suoi ospiti, non deve ospitare spettacoli affollati e chiassosi. Forte può essere, vista anche la qualità che ebbe al Quarto Platano del Caffè Roma, un gran parco letterario. A ricordo di Pea potrà anche fare teatro classico. Pietrasanta ha strutture adatte all'arte figurativa. Già Cidonio, con la Henraux, capì che marmo e scultura potevano diventare una sinergia da spendere. Viareggio ha il Carnevale e la Cittadella o lo stadio possono orientarsi ai grandi spettacoli musicali. Camaiore è vetrina spendibile per moda, arte, sfilate. Torre del Lago ha Puccini, Massarosa la musica classica nelle badie. Insomma ogni località è un polo di riferimento per qualcosa. Ma se tutti invece continuano a chiudersi nei propri programmi la Versilia non può funzionare». E non funziona. Ci si dimentica che il turismo è la nostra maggiore industria. E il turismo necessita di strutture (alberghi, ristoranti, ritrovi, servizi termali) e di spettacoli da offrire, spetttacolo allettante, spettacolo che qui e soltanto qui si deve e si dovrebbe vedere. Con Nicolai rievoco Sergio Bernardini, fu suo amico, lo comprese (mentre altri amministratori pubblici lo sdegnavano perché patron di "sale da ballo"). Bernardini divenne con "La Bussola" un brand, un menù da proporre all'Europa intera. Adesso anche i locali che strisciano la Riviera sono i medesimi che trovi a Castiglioncello o a Marina di Carrara. Nulla è più proponibile al pubblico almeno nazionale. Nessun imprenditore turistico va più, in inverno, a girare i palcoscenici, prendono ciò che qui capita e costa meno del meno. Bernardini era fisso a Parigi, Monaco, Londra. Adesso a mala pena si raggiunge Montecatini per stanare qualche star sfranta dalle acque. A "La Versiliana", meno male, ancora si respira. Le vedettes vi sono state e vi sono. Nicolai lavora con 3 persone a tempo pieno e 53 persone per la stagione (5-6 mesi). Basta un evento, come le giornate de "Il Fatto" per attirare più di 25 mila persone. Anche gli altri dibattiti sono stati seguiti. La cultura migliora la gente. Anche il dibattito aspro sulla collocazione della "Annunciazione" di Mitoraj nella lunetta di Sant'Agostino dimostra che i cittadini, richiamati a scelte artistiche, non sono inerti. A Viareggio, anche al Forte sono state collocate statue e statuine imbarazzanti. A Pietrasanta (che pure ha operette discutibili) si fa un’accesa discussione su un artista, Mitoraj, di conoscenza mondiale. Ricorda Nicolai che anche quando si misero gli affreschi di Botero alla "Misericordia" qualcuno bugnò forte; vi sono sempre i bastian contrari. Ma furono d'accordo il ministro Fisichella e il grande Paolucci e gli affreschi oggi sono visitatissimi. «Botero e Mitoraj" - conclude Nicolai - "sono produttori di economia. Fanno lavorare le officine e richiamano l'attenzione del pubblico». Perderli per ripicche paesane? Proprio no. La Versilia è un bene comune. Cammini unita.

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