Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio

Strage, scontro in aula all’incidente probatorio

Strage, scontro in aula all’incidente probatorio

I video esclusivi della discussione sulla causa dello squarcio, sull’esattezza delle perizie e sul ruolo degli esperti

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Un anno fa (3-4 novembre) si chiudeva l'incidente probatorio relativo al procedimento giudiziario aperto dalla Procura di Lucca, guidata da Aldo Cicala, sul disastro ferroviario del 29 giugno 2009 a Viareggio: 32 morti, numerosi feriti che ancora fanno i conti con le ustioni e le cure, distruzione e lutti.

Un anno dopo, ai primi di novembre, si entra nel periodo utile per fissare l'udienza preliminare che dovrà decidere contenuti e modalità del processo, la cui apertura è prevista per la primavera 2013. Sul tavolo del giudice per l'udienza preliminare (Gup) ci saranno i 32 indagati come persone fisiche, compresi i vertici di tutte le società del Gruppo Fs e l'amministratore delegato Mauro Moretti, le società sulle quali si è indagato tra Italia, Germania, Austria e Polonia, l'intero sistema delle manutenzioni ferroviarie in Europa. Ma anche la mole di lavoro delle indagini durate tre anni, le relazioni della Polfer, le consulenze dei periti degli indagati e delle parti lese, il lavoro scientifico e approfondito del perito della Procura, professor Paolo Toni, e la contestate risultanze dei periti del Gip Simone Silvestri, ingegneri Riccardo Licciardello e Dario Vangi.

«Nessuno di noi si innamora di testi preocostituite»: così l'intervento accorato del pubblico ministero, Giuseppe Amodeo, nell'ultimo giorno di udienza: zBen venga la dimostrazione che la Procura ha sbagliato completamente obiettivo nell'individuare nel picchetto la causa dello squarcio. Ma questo deve essere scientificamente dimostrato. Vogliamo essere messi con le spalle al muro!Z. Nelle parole di Amodeo c'è il riassunto della tre giorni di chiusura dell'incidente probatorio. Lo scontro tra Procura e periti del Gip sulle modalità della stesura della relazione, i calcoli mancanti e non depositati, la dinamica dell'incidente non considerata perché «irrilevante», le misurazioni fatte «a occhio» e ritenute più precise di quelle eseguite utilizzando il Cad.

E la richiesta di annullamento della perizia per «negligenza» degli stessi periti del Gip. E c'è la vicenda di uno dei periti, Riccardo Licciardello, pagato da Rete ferroviaria italiana, parte indagata, nell'ambito del contratto di programma con il ministero dei trasporti: sollevata con forza dal pm Salvatore Giannino. Dai video girati in quell'aula del polo fieristico di Lucca, allestito per l'occasione, abbiamo estratto alcune parti significative che proponiamo in vista del ritorno del procedimento giudiziario in aula.

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