Il Tirreno

Versilia

«Non credo ad una mostra a Viareggio»

di Corrado Benzio
«Non credo ad una mostra a Viareggio»

Massimo Perotti (Sanlorenzo) annuncia la ripresa (vendute 4 barche) e conferma la sua fiducia al salone di Genova

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VIAREGGIO. Massimo Perotti, vulcanico patron di Sanlorenzo non la manda a dire.

«E’ stato il peggiore salone nautico da 30 anni a questa parte. Pochissima gente, ma soprattutto un clima pesante. Ci sono cantieri storici come Sessa e Cranchi che non si sono neppure presentat al salone 2012i. Ripeto. Il peggior salone da quando io frequento Genova. E sono tantissimi anni».

I dati semiufficiali parlano di un 30% in meno di visitatori e questo rispetto al 2011 che non fu certo un anno brillante.

In questa nebbia che avvolge la fiera., Sanlorenzo si è salvata. Non solo contatti importanti, ma contratti veri. Quattro: due barche vendite ad italiani e due barche vendute a stranieri.

«Agli armatori italiani abbiamo venduto due Sanlorenzo 72. Ad un acquirente turco abbiamo piazzato un 36 metri ed un 38 metri e mezzo è statoa ggiudicato ad un armatore olandese. Per fare questo, però, non abbiamo badato a spese nell’allestire il nostro stand, nel mettere le barche in acqua, nel far seguire i clienti dai nostri dealer. Insomma ci siamo presentati come se la nautica andasse a gonfie vele».

Parole di cronista: era l’unico stand con lo champagne (di grande marca) che correva quasi a fiumi.

E’ stato anche il salone della resipiscenza del governo Monti nei confronti della nautica. La visita di Corrado Passera, ministro delle Infrastrutture, è stata taumaturgica.

«Eravamo molto delusi dalla giornata di inaugurazione. Dopo avere lanciato allarmi, come Ucina e come costruttori, verso il governo, annunciando che la nautica stava letteralmente morendo, ci siamo visti arrivare da Roma un viceministro.

«Un po’ troppo poco rispetto alla situazione. Diciamo che l’arrivo del ministro Passera ha un po’ riequilibrato i rapporti con Monti. Siamo stati insieme con Passera a discutere per un’ora e mezzo intorno ad un tavolo e alla fine il ministro si è impegnato ad adottare provvedimenti entro l’anno. Sappiamo tutti di cosa si tratta. La tassa di stazionamento è stata deleteria, c’è poi il redditometro che penalizza chi ha una barca rispetto a qualsiasi altro oggetto di lusso. Ma questi provvedimenti devono essere presi da questo governo ed entro fine anno.Il motivo è semplice: se si aspettano elezioni e nuovo governo, si arriva ad aprile inoltrato, quando le decisioni per l’estate sono già prese dagli armatori . In pochi sanno quanto ci sono costate le fughe della barche dall’Italia? Ci sono porti in grandissima crisi. Penso ad Imperia, a porto MIrabello a Spezia, allo stesso porto di Loano. Abbiamo 8000 miglia di costa e le barche fuggono. Pensi che chi fa charter e parte dall’Italia paga l’Iva. Chi parte dalla Costa Azzurra non è gravato d’Iva. Questo fa la sua grande differenza».

Lei parlava di barche acquistate, vede questa famosa ripresa del settore?

«Diciamo che dopo questa estate il mondo è cambiato. Le decisioni prese da Mario Draghi sul salva-stati, la collaborazione avuta dalla Merkel hanno fatto capire che l’euro non sparirà, e che le cose torneranno a marciare. Questo è importante per chi deve comprare la barca.

«Soprattutto se deve comprare un megayacht. Ovvero il massimo del giocattolo di lusso. Senza questa fiducia è impossibile che l’armatore si presenti a comprare. Posso comunque dire che al termine dei tre saloni d’autunno (Cannes, Montecarlo. Genova) le cose vanno meglio. Non mi azzardo a dire che vanno bene, ma di sicuro che vanno meglio rispetto al 2011».

In questa fiera è esplose ed ssiste un caso-Genova. La fiera è in crisi (30% in meno di visitatori, come detto), i costruttori e gli espositori in genere lamentano costi altissimi.

C’è stata la sparata di Paolo Vitelli. Si ipotizza una diaspora verso Viareggio o altri lidi. Cosa ne pensa il terzo costruttore al mondo di mega-yachts?

«Che non possiamo abbandonare Genova. Siamo qui da 52 anni, il salone di Genova ha fatto la storia della nautica italiana. Certo i costi sono altissimi e forse lo spazio della fiera non è più adatto. E allora spostiamoci a Porto antico oppure andiamo nella nuova marina dell’areoporto. Ma non lasciamo Genova: dobbiamo restare uniti, soprattutto in un momento come questo».

E la possibile alternativa di una mostra a Viareggio? In Versilia ci si sta credendo. O comunque si spera.

«Io non ci credo – risponde netto Perotti – intanto a Viareggio le banchine non hanno addirittura le prese della corrente e allora le barche come le alimentiamo? Con gli alimentatori? Poi i problemi di insabbiamento sono notissimi a tutti. E se un armatore danneggia la barca, quando mai tornerà? Senta io sono trent’anni che lavoro a Viareggio, faccio le barche in darsena, non sto a raccontare quanti problemi ci sono anche per mettere in acqua uno yacht. Infatti li portiamo a Spezia.

« Anche l’idea che è stata avanzata di sdoppiare il salone – a Viareggio i mega-yacht e a Milano la nautica minore – non mi convince, proprio per le difficoltà che ha la Darsena ad ospitare i mega-yacht visti i problemi di pescaggio. Concludendo: Genova va riorganizzata, ma è giusto ed utile restare là .Come ho già detto dobbiamo restare tutti uniti».

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