Il dolore
Multe per le fatture, chiesta una proroga
Commercianti e artigiani al governo: «Non fate partire le nuove regole il 24 ottobre, è troppo presto»
VIAREGGIO. Le associazioni di categoria di commercianti e artigiani chiedono una proroga per l’entrata in vigore delle nuove norme (con multe) per il pagamento delle fatture, prevista il 24 ottobre. Lo fanno con una lettera al governo, in cui chiedono di non applicare le rigidissime scadenze del saldo (30 giorni per la merce fresca, 60 per l’altra) e le eventuali sanzioni per chi è in ritardo.
«Il prossimo 24 ottobre - scrivono - è prevista l’entrata in vigore dell’articolo 62 del D.L. 1/2012 che introduce importanti novità nell’ambito delle relazioni commerciali relative alla filiera agroalimentare. Le disposizioni ivi contenute troveranno applicazione anche in caso di mancata adozione, entro tale data, del Decreto interministeriale, previsto dalla norma stessa, che ne dovrebbe definire le modalità attuative ma che, tuttavia, ad oggi, si trova ancora all’esame del Consiglio di Stato. L’importanza di tale provvedimento, ancor più evidente in considerazione dell’attuale momento di profonda crisi economica, si riconduce all’esigenza imprescindibile di un indirizzo interpretativo quanto più possibile flessibile che, pur nel rispetto del dettato della norma, possa consentire di tener conto della molteplicità e complessità di situazioni e rapporti riconducibili a tale comparto nonché delle prassi operative consolidate nei rapporti di filiera. La mancata adozione del decreto attuativo lascerebbe invece spazio ad una interpretazione letterale della norma che comporterebbe elementi dl rigidità insostenibili a carico degli operatori della filiera, tali da paralizzarne l’operatività, rappresentando in tal modo un freno importante per la ripresa economica».
«Risulta pertanto - proseguono - assolutamente necessaria per le aziende nostre associate una congrua proroga che, senza stravolgere il dettato della norma, quanto meno rinvii la data di entrata in vigore di tutte le disposizioni ivi previste, al fine di accordare un arco di tempo ragionevole entro il quale possano essere apportati quei correttivi utili a rendere sostenibile l’impatto delle norme e ad evitare situazioni di disagio e di appesantimento per le imprese in un momento estremamente delicato per il loro posizionamento economico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
