Finanza
Legati e imbavagliati dai rapinatori
Colpo da sessantamila euro all’azienda di Querceta che noleggia videopoker. Minacciati la segretaria e due dipendenti
QUERCETA. Avevano studiato il colpo a tavolino fin nei minimi dettagli: sapevano che in quell’anonimo magazzino all’incrocio fra via Seravezza e via monsignor Fascetti venivano raccolti e conservati gli incassi del fine settimana; sapevano che all’interno vi avrebbero trovato alcuni dipendenti al lavoro fin dal primo mattino; sapevano che il denaro del weekend era conservato in una cassaforte. E ieri mattina sono entrati in azione. Riuscendo a portar via la bellezza di sessantamila euro tutti in contanti e tutti in pezzi di piccolo e medio taglio.
Un colpo da professionisti, quello messo a segno ieri mattina intorno alle 8,30 alla Vne di Querceta, una società specializzata in noleggio di videogiochi e slot machine fondata nel 1989 daNino Verona e che ha sede nella vicina via Biagioni. I due banditi - uno sui venticinque anni armato di pistola a tamburo, l’altro sui quaranta, entrambi a volto scoperto e con spiccato accento meridionale - sono entrati nel magazzino mentre al suo interno si trovavano tre persone: la segretaria e due dipendenti. Arma in pugno, i due banditi hanno fatto subito capire di essere estremamente determinati ed hanno costretto i tre dipendenti a farsi aprire la cassaforte dove erano contenuti gli incassi raccolti nel fine settimana. Una volta arraffato il denaro - in tutto circa sessantamila euro - prima di darsi alla fuga hanno imbavagliato i tre in modo che non potessero urlare ed hanno preso un rotolo di nastro adesivo utilizzato per sigillare i cartoni con cui hanno legato loro le mani e i piedi in modo da non potersi muovere. A quel punto, ormai certi di essersi coperti le spalle, sono saliti a bordo di un furgone bianco della ditta parcheggiato all’esterno di cui si erano fatti consegnare le chiavi e sono fuggiti via riuscendo a far perdere le proprie tracce.
Dopo qualche minuto, uno dei tre dipendenti è riuscito a slegarsi le mani, togliendosi il nastro adesivo che gli immobilizzava i polsi. Ed è finalmente riuscito a dare l’allarme al 112. Nel giro di pochi istanti alcune pattuglie dei carabinieri hanno raggiunto il magazzino di via Seravezza, ma i minuti di vantaggio accumulati in precedenza hanno permesso ai banditi di allontanarsi senza difficoltà.
Le ricerche sono proseguite poi in tutta la Versilia nord. Ed hanno portato al ritrovamento del furgone bianco rubato utilizzato per scappare - un Fiat Doblò - abbandonato dai rapinatori nella piazza di fronte alla chiesa di Vallecchia e subito posto sotto sequestro in attesa di effettuare i rilievi per cercare di recuperare qualche impronta digitale utile alle indagini. Qualche aiuto, poi, potrebbe arrivare dalle telecamere di sicurezza del comune piazzate al semaforo della via provinciale per Seravezza dal quale i malviventi sono quasi certamente passati.
Ma i carabinieri lavorano anche su un altro fronte: quello del basista. Gli inquirenti sono infatti pressoché certi che qualcuno che conosce molto bene il modo di lavorare all’interno della ditta abbia indicato come e quando muoversi ai banditi. E questa, con ogni probabilità, è una persona che vive o lavora nella zona. (cla.ve.)
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