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Arlecchino, si torna a parlare di sfratto

Arlecchino, si torna a parlare di sfratto

Il Comune fa causa per morosità: 28mila euro di arretrati. La società paga ma rischia lo stesso

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CAMAIORE. Una nuova battaglia legale sull’Arlecchino. E il Comune - vista anche l’imminente scadenza “naturale” del contratto di locazione - potrebbe portare avanti le pratiche per lo sfratto della società che amministra il bar.

Nuovo capitolo nello scontro tra il Comune di Camaiore e la società che gestisce il bar Arlecchino di Lido.

Nel dicembre 2011 la Giunta aveva deciso di avviare una procedimento per finita locazione (la data di scadenza del contratto è il 24 gennaio 2013). Una procedura normale quando ci si avvicina alla scadenza di un contratto.

Poi però , con la nuova amministrazione,qualcosa è cambiato.

Il 30 luglio scorso, infatti, la Giunta Del Dotto, dopo una verifica contabile, ha rilevato che la società che gestisce il bar - la Società Arlecchino di Ghelli rosalia & C - era in arretrato per 28mila euro con l’affitto. Così il Comune ha aperto una causa per morosità dando incarico all’avvocato Esposito Ziello di Pontedera di procedere anche con un’intimazione di sfratto. Il legale del Comune ha quindi fatto inviare un’ingiunzione di pagamento alla società che, all’inizio del mese di ottobre, ha provveduto a pagare tutti gli arretrati e gli interessi.

Ora resta aperta la questione del possibile sfratto per morosità. A fine ottobre è stata fissata un’udienza in tribunale a Viareggio in cui il giudice - in caso venisse riconosciuta la morosità - potrebbe decidere per l’eventuale rilascio dell’immobile. Toccherà al sindaco decidere come portare avanti la causa considerando anche che la Corte dei conti, in caso di mancati introiti, potrebbe intervenire bacchettando il Comune.

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