La protesta
«Noi siamo aperti»: bagno sfida l’apatia dei colleghi
Allo stabilimento Riviera fino ad oggi ombrelloni in spiaggia e bar in funzione Il patron Melai: «Non è che si fanno grandi affari, ma si rende un servizio»
MARINA. «Allungare la stagione sulla spiaggia?». A parole tutti favorevoli. Poi, alle prime ombre settembrine, leggi nuvole e spruzzate di pioggia, come per incanto l'arenile si svuota di ombrelloni, sdraio e nei bar degli stabilimenti non restano che qualche bibita e pochi gelati.
Uno scenario che e' prassi, a Marina di Pietrasanta, come nel resto della Versilia, e allora non può non destare curiosità uno striscione, con la scritta ' Siamo aperti', come quello posizionato all'ingresso del bagno Riviera, fra Fiumetto e Tonfano.
Il concessionario, Riccardo Melai, ci spiega i motivi della sua iniziativa.
«Lo striscione? Un modo come un altro per dire, ' noi ci siamo', anche quando gli altri chiudono. Siamo sinceri: molti dei miei colleghi ai primi di aprile, quando la stagione e' ancora ben distante dal cominciare, aprono, preparano, accolgono, ma il vero servizio lo proponi a settembre, quando al contrario, già verso la metà del mese, la maggior parte degli stabilimenti garantisce ben poco a chi si reca su spiaggia». «Da qui la nostra idea di ' destagionalizzare' in modo concreto, mantenendo tutti o quasi i servizi fino a metà ottobre quando chiuderemo i battenti. I riscontri? Non e' che lo striscione, pur ben messo in evidenza, ci ha portato – continua Melai . una dote straordinaria di nuovi turisti: fra l'altro gli stranieri non leggono e né capiscono l'italiano e la gente del posto ha altro a cui pensare.
Il bagno presenta gli ombrelloni aperti, come il bar del bagno.
«Detto questo, bar e alberghi di zona ci hanno invece indirizzato un discreto numero di clienti, appunto stranieri. Solo nello scorso fine-settimana, quindi ad ottobre inoltrato - avevamo 15 ombrelloni occupati per un prezzo che oscillava fra i 10 e i 15 euro al giorno. E, ovviamente, veniva garantito il servizio di bar e ristorante». Insomma tutto aperto e non un simulacro di bagno con due ombrelloni due e zermo servizi accessori.
A parere di Melai dietro la ‘ritirata’ anticipata dei concessionari su spiaggia, c'e' una questione economica.
«La Capitaneria di Porto ci dice che il servizio di sorveglianza, a partire dal 15 settembre, va garantito il sabato e la domenica.
« Molti colleghi, che non fanno più i bagnini, perché impegnati in altro o perché stanchi della sorveglianza, di pagarne altri da mettere al loro posto non hanno intenzione. Del resto se non gestisci il tutto a livello familiare, durante la bassa stagione, non riesci neppure a coprire le spese vive. Per questo motivo molti concessionari preferiscono chiudere o ridurre al minimo il servizio. Per carità, ognuno fa ciò che ritiene meglio: a noi è sembrato opportuno tirare avanti un mese ancora, anche se da Fiumetto a Focette la spiaggia e' quasi deserta. E poi e' anche un discorso di praticità: le operazioni di chiusura dello stabilimento le devi fare comunque, clienti o meno. E allora tanto vale tenere aperto, offrire dei buoni prezzi e garantire un servizio funzionale e decente al turista».
Gli altri bagni, naturalmente, la pensano diversamente.
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