Avvocatessa fa chiudere canile lager
Da Lido è partita per Avellino e con un’altra volontaria di Stiava ha salvato decine di animali malnutriti e malati
CAMAIORE. Hanno risposto a un appello si un medico che dedica la sua vita a combattere maltrattamenti e denutrizione degli animali nei canili pubblici e privati. Si sono fatte in macchina 600 chilometri, forzato le resistenze del gestore di un canile, soccorso decine di animali in difficoltà e alla fine sono riuscite anche a portarne via alcuni ottenendo, con costanza e impegno, l’intervento prima dell’Asl e poi dei Nas che alla fine hanno messo sotto sequestro la struttura e la sistemazione in canili più idonei delle bestiole.
Protagoniste della missione due donne versiliesi, due volontarie dell’associazione Nati Liberi. Michela Bertolozzi, 36 anni, avvocatessa di Lido, da 4 anni, con il marito, nel tempo libero si dedica agli amici a 4 zampe abbandonati e in cerca di un padrone. Per lei tutto è cominciato nel 2008 «quando per il nostro matrimonio - racconta Michela - anzichè bomboniere abbiamo fatto una donazione alle associazioni Asav e Nati liberi. E Anna Mazzola, 56 anni di Stiava, dipendente comunale. Si sono gettate a capofitto nell’impresa di salvare da un canile lager in provincia di Avellino decine di animali.
Sono partite per Avellino, si sono battute per salvare almeno una sessantina di cani. E ci sono riuscite.
«L’appello sul web è arrivato da Silvia Esposito, una dottoressa di Somma Vesuviana che conosciamo da tempo e che aiutiamo a far adottare, su prenotazione, anche qui in Versilia animali abbandonati - spiega Michela - Silvia ha segnalato su Facebook quanto stava accadendo in quel canile: ho visto le foto e sono partita. È stata la forza della disperazione di quelle immagini a convincermi». Il 28 settembre Michela e Silvia entrano nel canile, si rendono conto della situazione. «Animali malnutriti, malati, costretti a cibarsi delle loro feci - racconta Michela - in uno dei box c’era addirittura una carcassa parzialmente divorata dagli altri compagni di gabbia». Nel primo blitz le volontarie sono riuscite a farsi consegnare dieci cuccioli. Il giorno dopo sono tornate alla carica e il giorno dopo ancora. Nel frattempo sono arrivati anche i rinforzi, come appunto Anna da Stiava. La buona notizia è arrivata il primo ottobre: controlli dei Nas e sequestro della struttura che il 6 ottobre è stata definitivamente sgomberata.
Alcuni degli animali sono arrivati anche in Versilia. «La solidarietà della Toscana è stata straordinaria - continua Michela - in molti ci hanno dato una mano raccogliendo un po’ di soldi e facendo delle collette anche per i medicinali che abbiamo consegnato alle famiglie che si sono fatte carico dei cani». Otto betsiole sono ancora nelle mani di Nati Liberi e sono in cerca di una famiglia che li adotti e li aiuti a superare i traumi subiti.
Per le adozioni è possibile contattare Cecilia (329-3636409), Lory (335-7840660) e Anna (333-5421579). «Servono anche adozioni del cuore - continua Michela - per un simil lupo con 3 zampe, affettuosissimo, ed una cagnolina taglia piccola con zampe posteriori paralizzate, che non si sa come abbiano fatto a sopravvivere in quel lager». Le foto sono sul sito di nati liberi http://nati_liberi.misha.cc . (v.l.)
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