Il dolore
Estate 2012, Viareggio crolla del 30%
Federalberghi rivela dati pesantissimi sul turismo balneare in netta crisi. Il resto della Versilia perde intorno al 15%
VERSILIA. Calano del 3,9% le presenze turistiche in Toscana nel trimestre estivo giugno-agosto 2012: secondo le stime del Centro studi turistici, rese note oggi dalla Regione, il periodo si è caratterizzato per il forte calo degli italiani, stimati al -8,2% (circa 990 mila presenze in meno), a differenza degli stranieri che hanno segnato il +0,8% (85 mila presenze in più), portando per la prima volta la quota del mercato estero al 50% del movimento complessivo. Soffrono tutte le tipologie ricettive, ma sembrano reggere meglio le imprese che hanno saputo formulare proposte specifiche per il mercato estero e in generale per i consumatori con minor disponibilità di reddito. Il comparto alberghiero segna un -4,9%, l’extralberghiero un -3,4% e l’agriturismo un -2,5% (-7,5% di italiani e -0,1% di stranieri). Cresce il peso delle cosiddette ’vacanze fai da tè: si è passati dal 58% delle prenotazioni online del 2011 al 63,7%, mentre l’intermediazione (agenzie viaggi e tour operator) vede un calo del 10%. Fra i vari settori, il balneare segna un -4,8% con risultati in crescendo verso agosto; il termale ha visto un netto calo degli italiani (-10,9%) ma un +2.5% di stranieri grazie soprattutto ai russi e alla provenienze dei paesi dell’Est; la montagna, favorita dalle ondate di calore, limita le perdite al -3,6% grazie al +2,9% degli stranieri; la campagna segna un -2,9%; le città d’arte calano del -2,1%, con un leggero aumento degli stranieri (+0,6%) e una netta diminuzione degli italiani (-9,3%).
Ma Federalberghi Toscana la pensa diversamente e registra un calo di presenze del 15% relativamente all’estate 2012. Lo rende noto la stessa associazione, secondo cui si è vista una limitata tenuta in agosto per il clima favorevole, e una certa tenuta per settembre. Le città d’arte, si legge in una nota, continuano ad avere un segno positivo, mentre gli altri due settori importanti per il turismo regionale, quello balneare e termale, che vivono maggiormente di mercato interno, rivelano una forte crisi. Fra le città d’arte c’è un calo generalizzato delle presenze, soprattutto italiane, con l’eccezione di Pisa che registra un +10% complessivo; a Firenze crescono le presenze dagli Usa (+3%) e dai Paesi Bric. Sulla costa le flessioni vanno dal -15% della Versilia e del litorale pisano fino al -30% di Viareggio e dell’area livornese.
I numeri dell’estate 2012 «riportano il sistema alberghiero regionale indietro di due anni, mostrando un quadro assai poco confortante e soprattutto evidenziano la sofferenza dei bilanci delle imprese».
Lo ha affermato Paolo Corchia, presidente di Federalberghi Toscana, commentando i dati resi noti oggi dalla Regione. «Allarmismi e pessimismi sono stati confermati - ha aggiunto - e del resto è anche evidente che anche Imu, caro carburanti e tassa di soggiorno hanno inciso non poco» Il timore di Corchia «è che il ciclo negativo non sia ancora chiuso. Eppure la Toscana è una regione unica, che anche solo grazie al brand dovrebbe riuscire a farsi promozione da sola, all’estero ma anche sul mercato interno. Evidentemente tutto questo non Š più sufficiente, e quindi non si può non registrare il fallimento delle politiche e degli strumenti promozionali, oggi messi in campo solo dall’ente pubblico». Di conseguenza, per il presidente degli albergatori toscani, bisogna mettere mano «ad una riforma del sistema regionale di promozione, ma anche intervenire sulla riqualificazione dell’offerta».
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