La protesta
Sant’Anna, dal presidente Schulz il no all’archiviazione
STAZZEMA. «Ti scrivo dopo aver appreso con rammarico la notizia dell’archiviazione dell’inchiesta sulla strage di Sant’Anna. Sono obbligato a prendere atto di questa sorprendente decisione, ma le...
STAZZEMA. «Ti scrivo dopo aver appreso con rammarico la notizia dell’archiviazione dell’inchiesta sulla strage di Sant’Anna. Sono obbligato a prendere atto di questa sorprendente decisione, ma le ragioni e le argomentazioni fornite dalla Procura di Stoccarda non sono per me nè convincenti nè esaurienti». Sono queste le parole del presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz ricolte al sindaco di Stazzema, Michele Silicani, in merito all’archiviazione dell’inchiesta tedesca sulla strage decisa dal tribunale di Stoccarda alcuni giorni fa.
Rammarico, stupore e «dolore profondo all’idea che le famiglie delle vittime - scrive Schulz (lo scorso 12 agosto ospite alla commemorazione della strage) - i sopravvissuti e tutta la comunità di Sant’Anna non potranno vedere gli autori e i complici di crimini innominabili, per quanto anziani possano essere, finalmente puniti.
«Ancora più forte è, dopo questa decisione - continua il presidente - il mio senso di responsabilità come tedesco e come presidente del Parlamento Europeo, a tenere viva la memoria, a non dimenticare l’orrore perpetrato in nome del mio popolo, e a costruire un futuro nella nostra casa comune, l’Europa, per cui la morte delle 560 vittime della strage di Sant’Anna non sia stata invano».
«Nelle parole del Presidente Schulz riconosco l'uomo - commenta il sindaco di Stazzema, Michele Silicani - che ho avuto l'onore di conoscere prima a Bruxelles, poi a Marzabotto e infine a Sant'Anna di Stazzema che si schiera dalla parte della verità e della giustizia. Sono parole che ci danno conforto nell'ottica di opporci a questa archiviazione e chiedere che il procedimento venga riaperto. Prosegue ancora più convinto il nostro impegno per una Europa più unita nel nome della pace e della giustizia. Trasmetterò questa lettera ai superstiti della strage che sono i primi ad essere colpiti da questa archiviazione. Concordiamo con il Presidente Schulz sul fatto che l'inizio del processo avrebbe costituito un importante contributo anche a tenere viva la memoria e costruire nell'Europa la casa comune di tutti i democratici e di tutti coloro che si impegnano per un futuro senza più guerre».
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