Gioco
Crisi e costi alle stelle Raddoppia il numero dei negozi sfitti o in vendita
Sfiora quota 500 il numero delle attività rimaste vuote tra la zona mercato e la Passeggiata. E chi tenta l’avventura e apre spesso resiste solo pochi mesi
VIAREGGIO. La misura della crisi del commercio a Viareggio? 476. Un numero che, di per sè, non vuol dire niente se non fosse che corrisponde a quello dei cartelli con su scritto “affittasi” o “vendesi” appesi sulle vetrine di altrettanti fondi commerciali in città, soprattutto nella zona del centro, del mercato di piazza Cavour, delle strade pedonali e delle traverse che portano alla passeggiata.
Un numero raddoppiato rispetto a quello registrato poco più di un anno fa.
Il metodo per “calcolare” la sofferenza del tessuto commerciale cittadino è forse un po’ casalingo ma senza dubbio efficace: una passeggiata strada per strada in città e la conta delle vetrine vuote grzie alla preziosa collaborazione di Pio Franceschi, viareggino Doc che per una vita ha viaggiato per quelle strade consegnando, porta a porta, il dessert Versilia.
Se nel maggio dello scorso anno le attività chiuse erano 209, adesso, prendendo in esame 35 strade, i negozi in affitto o in vendita sono 476 (e nel calcolo non sono compresi gli alberghi e le pensioni).
Via i marchi storici. Ciò che colpisce maggiormente è la scomparsa di marchi storici: dalla Galleria del Libro in passeggiata al negozio di intimo di Della Spora in via Battisti per non parlare dello storico banco di Tonino all’angolo tra via Battisti e via Zanardelli: un chiosco ora passato in gestione a commercianti stranieri.
Solo contando i banchi del mercato di piazza Cavour sono 21 le attività sfitte o in vendita (come risulta nella tabella a fianco dove abbiamo riportato solo alcune delle strade monitorate).
Ma i casi non mancano ed anzi se ne segnalano di nuovi tutti i giorni. In via Regia se ne va Disposito Moto ed è in arrivo la catena di negozi di abbigliamento Zara al posto al cinema Eolo.
Anche quando il fondo lasciato libero da qualche attività storica torna ad essere occupato spesso la sua durata è brevissima. In via Fratti la profumeria Lilyox, aperta a dicembre dello scorso anno con l’intenzione di assumere e “colonizzare” la Versilia con punti vendita a Lido e Forte dei Marmi, è sopravvissuta a mala pena sei mesi.
Pochi giorni fa, poi, una libreria appena aperta in via San Martino è stata chiusa dopo una sola settimana.
Gli affitti. La colpa? Secondo gli operatori del piazzone è anche quella dei costi degli affitti. Si va dagli 8mila euro al mese per le posizioni più in vista sulla via Battisti ai circa 3mila euro al mese per i fondi delle traverse del mercato (via San Martino, via Verdi, via Zanardelli). Troppo in questo periodo di crisi e in zone, basta guardarsi intorno, dove manutenzione del verde e delle strade, progetti di valorizzazione, iniziative promozionali (eccetto quelle organizzate dagli stessi commercianti) sono sogni rimasti nel cassetto. I commenti dei commercianti storici, in proposito, non lasciano spazio a intepretazioni. «Che dobbiamo fare - raccontano i proprietari di Lavorini, all’angolo tra via Fratti e via Verdi - resistiamo».
La mappa della città. Questo il dettaglio degli esercizi commerciali per strada che hanno cessato l'attività ad oggi: Via Mazzini 24, San Martino 25,Zanardelli 10, Verdi 15, Battisti 17, Fratti 48 ad eccezione di via Mazzini, nelle altre vie escluso i chioschi del mercato, che invece quelli chiusi al mercato sono 21, via Cairoli 4, Macchiavelli 14, Matteotti 16, Cavallotti 16, Garibaldi 17, San Francesco 13, IV Novembre 3, Paolina 15,via della Foce e Pinciana 11, Regia 18, Sant'Andrea 17, Veneto-Pellico 22, Leonardo Da Vinci 5, Marco Polo 7, Foscolo 21, Coppino 13, Nicola Pisaco-Lecci 11, Pacinotti 8, Piazza Dante 5, Buonarrott 5, Puccini 17, Maroncelli 7, Pucci 9, Rosmini 21, XX Settembre 7, Vespucci 13.
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