Sicurezza
Chiudono le attività storiche: pochi affari e troppo degrado
VIAREGGIO. E anche il Martini chiude. Dopo oltre 40 anni di attività giunge al termine il lavoro del piccolo negozio di pelletteria in via Fratti, zona mercato. Prima il padre e poi il figlio, hanno...
VIAREGGIO. E anche il Martini chiude. Dopo oltre 40 anni di attività giunge al termine il lavoro del piccolo negozio di pelletteria in via Fratti, zona mercato. Prima il padre e poi il figlio, hanno portato avanti con molti sacrifici un esercizio che a partire dagli anni Settanta è diventato importante punto di riferimento per la città, ma che sabato scorso ha chiuso i battenti, sommandosi alla lunga lista di attività commerciali che vuoi la crisi, vuoi la corsa al prezzo più basso, non riescono più di far quadrare i conti. Mario Martini cominciò l'attività di venditore ambulante di stoffe, pelli e ceramiche negli anni Cinquanta, in pieno boom economico, dopo essere stato per nove anni prigioniero militare in Africa, finché negli anni Settanta - con la moglie Flora - decise di aprire la nota attività di via Fratti per dare più stabilità ai figli piccoli.
Ma da quindici anni a questa parte è stato il figlio Alfonso a gestire il negozio, da quando la sorella Giovanna ha scelto di dedicarsi esclusivamente alla famiglia: «Quella di chiudere è stata una decisione molto sofferta per tutti – spiega Giovanna Martini – e sinceramente non credo che abbia senso rovinare il lavoro di una vita, oltre tutto intaccandone i risparmi. Per mio fratello questo negozio era tutto, ma come si fa ad andare avanti così? In zona mercato le attività stanno chiudendo una dopo l'altra: è pieno di commercianti cinesi, e la qualità è davvero poca. Sinceramente il futuro di Viareggio lo vedo molto buio». Basta infatti fare due passi in centro per toccare con mano una crisi senza precedenti.
«I viareggini si lamentano sempre: abbiamo un accesso al mare praticamente sbarrato già i primi di ottobre – prosegue Giovanna - e un potenziale che non possiede nessun’altra località: bisogna puntare sul turismo e far venire quanta più gente possibile, altrimenti se ne risentirà a tutti i livelli». La chiusura della celebre attività è stato un duro colpo per tutti, tanto che sono state davvero molte le dimostrazioni di solidarietà ricevute dai cittadini: «Non credevamo di essere così importanti e conosciuti – conclude commossa Giovanna – ne approfittiamo dunque per ringraziare tutti coloro che per anni ci hanno seguito e sostenuto».
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