Proteste
Piazza Dante, ecco le prove del degrado
Risse, spaccio, prostituzione: foto e video dei residenti documentano come la zona della stazione sia diventata invivibile
VIAREGGIO. Quarantuno pagine di episodi circostanziati, foto scattate di giorno e di notte, riferimenti ai video girati: è l’esposto-denuncia presentato dai residenti di piazza Dante, che si sono riuniti in Comitato. Un anno di lavoro. Un anno di risse, spaccio, prostituzione, rifiuti di ogni genere abbandonati sui marciapiedi e nelle aiuole della piazza, ad un passo dalla stazione (col suo posto di polizia). Un anno di bisogni fatti davanti a tutti, di persone ubriache che litigano, spesso utilizzando i colli di bottiglia per ferirsi. Un anno di spacciatori incontrati fin sui pianerottoli dei condomini più volte visitati dai ladri.
L’altro ieri, lunedì, l’ennesimo incontro in Prefettura tra Comitato, rappresentanti delle forze dell’ordine, prefetto Alessio Giuffrida, commissario prefettizio Domenico Mannino, la senatrice Manuela Granaiola (Pd), il presidente del consiglio provinciale Andrea Palestini in rappresentante del presidente dell’Ente, Stefano Baccelli. Incontro nel quale si è parlato di sicurezza, ma anche del progetto di rifacimento della piazza, destinata a diventare terminal-bus, sul quale i residenti hanno detto da mesi di essere assolutamente contrari.
«Un confronto soddisfacente», ha commentato la senatrice Granaiola, non fosse altro «perché abbiamo appreso della disponibilità del commissario prefettizio ad esaminare la possibilità di una variante in corso d’opera». Variante che riporterebbe il traffico in entrambi i sensi, evitando quanto previsto dal disegno originario: la chiusura a zona pedonale del tratto antistante la stazione ferroviaria.
Resta il problema del terminal-bus: otto le piazzole di sosta ipotizzate, oggi che è in corso una rivisitazione totale del trasporto pubblico su gomma, con carichi e frequenze (purtroppo) minori rispetto a quando era stato ipotizzato il progetto di Linea ad elevata mobilità nell’ambito del quale erano arrivati i finanziamenti regionali per Viareggio. Oggi la Lem è diventata una Rete urbana allargata, la necessità del capolinea con rifacimento della piazza rimane, ma la presenza dei bus - così è stato assicurato - sarà meno forte. «Resta il problema - sottolinea Granaiola - di dover farli sostare nelle oe notturne». La paura dei cittadini è, infatti, che la presenza dei mezzi abbandonati attiri “giri” di criminalità ancora più pesanti.
Ecco gli episodi messi nero su bianco (sono tantissimi) nell’esposto dei cittadini. Maggio 2011: bande di stranieri nord africani «che si picchiano tra di loro con bastoni e bottiglie. Scontro iniziato davanti al bar della stazione e proseguito verso la metà della piazza, direzione Sud. nessun intervento delle forze dell’ordine». 21 ottobre 2011: un cittadino romeno picchia violentemente una connazionale sferrandole calci e pugni in pieno giorno. «La polizia non interviene perché su altri casi». 21 novembre 2011: rissa tra romeni intorno alle 21 davanti al civico 16. «La polizia non interviene perché già occupata». Febbraio 2012: un cittadino romeno ubriaco picchia la moglie in piazza Dante; rissa tra cittadini nordafricani, la polizia ferma uno straniero con il volto insanguinato per il pestaggio appena consumato. 30 maggio 2012: furto nell’appartamento accanto all’Internet point. Percosse al cagnolino presente in casa. 19 giugno 2012: un cittadino romeno prende a schiaffi la moglie davanti all’ingresso dell’Internet point. 20 luglio 2012: 2 donne si fanno aprire con l’inganno un appartamento sopra l’Internet point dove vivono due anziani e svuotano la casa. Nella stessa data, tentata aggressione da parte di uno straniero nordafricano nei confronti prima di un anziano e poi della figlia intervenuta per difendere il padre.
Si tratta solo degli episodi più eclatanti. Il resto è la quotidianità: lo spaccio dentro i portoni delle case e nei giardinetti, la sporcizia lasciata tutto intorno, l’assenza di “passaggi” da parte delle forze dell’ordine. «Non ho ancora capito - sottolinea Granaiola - come mai non si possa far stazionare una pattuglia fissa della polizia municipale in zona come più volte richiesto anche dallo stesso Prefetto. Qualcuno me lo sa spiegare?».
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