Sicurezza
Nubifragio, stato di calamità per Quiesa
Esonda il rio Tre Gore e l’acqua invade cantine e strade. L’assessore Rosi avvia l’iter per ottenere risarcimenti
MASSAROSA. «Tre quattro ore di delirio». Così l'assessore all'ambiente Damasco Rosi definisce il nubifragio che ieri mattina si è abbattuto, con particolare violenza, nel quadrilatero tra la zona di Macellarino, Bozzano, Quiesa e la linea ferroviaria.
Una decina di cantine allagate, invalidi e anziani bloccati in casa.
Una perturbazione imprevista, non annunciata da alcun bollettino meteo, e che ha colto di sorpresa cittadini e amministrazione. In pochi minuti, afferma il Consorzio di Bonifica Massaciuccoli, sono caduti quasi 90 millimetri d'acqua. I canali, in più punti, non hanno retto. Strade allagate a Bozzano, a Quiesa, a Massaciuccoli. Ai limiti del praticabile anche la Sarzanese.
Dalle strade ai campi, e da qui alle cantine e ai primi piani delle case il passo è stato rapido: la corsa dell'acqua pareva inarrestabile.
In pochi minuti decine di chiamate ai vigili del fuoco e alla protezione civile.
«Almeno 10 cantine hanno subito danni seri. Per questo – spiega l'assessore Rosi – abbiamo chiesto a Provincia e Regione di attivare l'iter per ottenere lo stato di calamità, ed avere così dei risarcimenti da dare ai privati cittadini».
Via di Mezzo e via del Molinaccio sono state le strade più colpite dai danni.
«Purtroppo – spiega Rosi – mentre arrivava la protezione civile per aiutare i residenti abbiamo avuto la segnalazione di un invalido bloccato in casa. Ovviamente si sono diretti immediatamente sul posto, mentre noi abbiamo allertato e chiesto aiuto a tutte le associazioni di volontariato di Massarosa».
Una grossa mano per risolvere la situazione è arrivata dal Consorzio di Bonifica Versilia Massaciuccoli che ha inviato a Quiesa tre autopompe per svuotare gli scantinati e 300 ballini di sabbia per arginare il vicino rio Tre Gore. La colpa, per il Consorzio, è delle fognature che non hanno permesso il regolare deflusso delle acque, seppur eccezionalmente abbondanti.
«Due squadre del Consorzio di Bonifica – spiegano - erano in zona cercando di tenere sotto controllo la situazione, dopo che i pluviometri posizionati agli impianti idrovori cominciavano a inviare segnali di un repentino rialzamento dei liquidi. Tutta la rete dei canali ha retto, ad eccezione del rio tre gore a Quiesa, che ha esondato in tre punti. Sul posto sono stati portati 300 ballini di sabbia serviti per rinforzare gli argini del rio e distribuiti in parte a privati che li hanno utilizzati per proteggere case e giardini. Gran parte dei problemi sono stati a carico della rete fognaria che non è riuscita a ricevere tutta quell'acqua così concentrata». Oltre a Quiesa però case e cantine allagate si sono registrate anche a Bozzano e a Massaciuccoli, anche se con minori danni. In paese i più anziani danno la colpa alla cementificazione selvaggia subita in questi anni.
Marco Pomella
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