Gioco
Contestato politico leghista: «Ci hai tradito»
Fischi e grida a Senigallia contro il deputato Pini. Foglio di via per Di Finizio, “eroe” del Cupolone
VIAREGGIO. In 500, forse di più - i sindacati parlano di 700 - si sono mossi per le vie di Senigallia per dire no alla messa all’asta delle concessioni. I balneari hanno sfidato la pioggia, che ieri ha battuto a lungo anche le Marche, per mostrare la loro voglia di combattere in vista di un decreto che sembra volerli spazzare via dalle spiagge.
La manifestazione è scattata dalla Rotonda sul mare e si è conclusa in un’ex pescheria storica, stracolma di gente e di striscioni. E ha conosciuto momenti di grande entusiasmo quando a parlare si è presentato Marcello Di Finizio, il balneare triestino salito sul Cupolone di San Pietro, e diventato ormai l’eroe della categoria.
Dopo l’impresa vaticana, a Di Finizio è stata interdetta la presenza nella Capitale con un foglio di via lungo tre anni. Un provvedimento, deciso dalla questura, che ha scatenato la protesta dei colleghi. Proprio per questo motivo Di Finizio, grazie a cui l’attenzione mediatica nazionale si è concentrata sulla questione Bolkestein, non potrà partecipare al vertice di questa mattina a Roma. Per Emiliano Favilla del Comitato dei bagni «non è giusto. Marcello, a cui tutti i balneari, dal più combattivo al più moderato, sono grati, avrebbe dovuto partecipare al confronto». Ovazione anche per il deputato Idv David Favia, che ha clamorosamente invitato i balneari a bloccare Roma per un decreto «che non ha niente di buono per voi».
Alta tensione, invece, quando al microfono si è presentato Gianluca Pini, deputato della Lega Nord e relatore dell’articolo 11 della legge comunitaria 2010, che ha abrogato il rinnovo automatico delle concessioni demaniali. Pini ha rivendicato questo passaggio come necessario, per uscire dalla procedure d’infrazione che l’Unione Europea aveva aperto nei confronti dell’Italia per la questione Bolkestein. Una constatazione che non poteva che aprire i fischi e le grida nei suoi confronti, ma che è senz’altro aggravata dalle continue promesse fatte e mai mantenute (non solo dal suo partito). Così Pini è stato “beccato” ancora di più quando ha provato a girare la questione dal suo punto di vista, spiegando che il governo Berlusconi aveva ottenuto la proroga fino al 2015, mentre quello Monti «vuole portarvi alle evidenze pubbliche». E questo è il punto: i balneari sono stanchi dei discorsi elettorali.
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