Il Tirreno

Versilia

«Un percorso difficile e carico di emotività»

«Un percorso difficile e carico di emotività»

Nel romanzo di Lenzi le speranze, gli umori e le delusioni di quanti vogliono diventare padre e madre

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. S’intitola “La generazione” il romanzo di esordio di Simone Lenzi, livornese, classe 1968, una laurea in filosofia all’Università di Pisa, cantante dei Virginiana Miller. Un titolo che può trarre in inganno: “La generazione” non fa riferimento ad un gruppo di persone accomunate da una data di nascita, ma alla capacità di procreare. È la storia di una coppia, con una vita a specchio - lui portiere di notte in un albergo, lei con un lavoro diurno - che decidono di avere un figlio e affrontano l’iter della procreazione medicalmente assistita con quel che ne consegue: le giornate si trasformano in cadenze liturgiche, scandite da esami, visite, iniezioni, pillole, sale di attesa, aspettative deluse. La condivisione con chi è nella tua stessa barca e affronta il tuo stesso viaggio. Il tutto ambientato all’Ospedale della Versilia, centro d’eccellenza in Toscana in quanto a procreazione medicalmente assistita. “La generazione” nasce da uno spunto autobiografico, Simone non ne parla volentieri e a allarga il tiro: «Diciamo che è un tema che ha una rilevanza statistica, ci si devono confrontare il 20% delle coppie». Il merito non è solo quello di aver voluto raccontare il diverso approccio al problema dell’infertilità e della negazione della genitorialità sia dal punto di vista femminile che maschile, quanto da maschio accorgersi di tutte le sfumature, dei cambi di umore, dell’emotività, della psicologia della propria donna . «Del resto affrontare il percorso della procreazione assistita - afferma - non è certo una passeggiata della salute». Un carico di emotività e di cuore che resta inalterato nella versione cinematografica realizzata da Paolo Virzì, alla cui sceneggiatura, oltre al fido Francesco Bruni, ha collaborato lo stesso Simone Lenzi, autore anche con i Virginiana Miller, della colonna sonora. «Il film è sempre un’altra cosa rispetto al libro - afferma Lenzi - non per niente si utilizza la dicitura “liberamente ispirato”,ma ha mantenuto la stessa emozione, soprattutto ponendo l’accento sulla figura di lei».

Archiviata “La generazione”, Lenzi sta lavorando per Laterza di un volume su Livorno, per la collana sui ritratti di città e di un nuovo romanzo sul quale però ha posto il “top secret”. (cri.bul.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web