Sicurezza
«Riportiamo il Salone a Viareggio»
La proposta del patron di Azimut-Benetti: Genova troppo costosa. Il Falcone Maltese protagonista dell’inaugurazione
GENOVA. La notizia che arriva da Genova è una piccola bomba.
Paolo Vitelli, patron di Azimut-Benetti, si dichiara stanco di Genova e di un salone dai costi giudicati troppo alti per le imprese. E propone una mostra della nautica più leggera, più festosa, tutta da svolgersi in acqua.
Ma dove farla? «Facciamo un sondaggio fra gli operatori – dichiara Paolo Vitelli in un’intervista uscita ieri sul Giornale di Sallusti – Genova ha la priorità, ma immaginiamo anche due località alternative: Viareggio o Fiumicino».
«Insomma - aggiunge ancora Vitelli - un salone poco costoso, in linea con quello che si svolge a Cannes, le cui tariffe sono la metà di quelle di Genova a parità di barche esposte, gioioso da visitare, di facile accessibilità».
Vitelli va ancora oltre: «Farei un referendum tra gli espositori per capire che cosa preferiscono. Solo così possiamo prepararci in tempo per avere un salone snello e godibile l’anno prossimo, dando subito un messaggio rassicurante all’intero salone».
Vitelli in quest’intervista ha lanciato più che un sasso, un vero e proprio macigno.
Basta con Genova, viva Viareggio (o Fiumicino).
Riportare la mostra nautica nei bacini della Darsena sarebbe un sogno fin troppo bello per Viareggio.
Ma perché non crederci visto che la lancia Paolo Vitelli, alla guida del primo gruppo mondiale nella nautica da diporto. Quella stessa mostra, auspice l’indimenticato Sergio Breschi, che Viareggio inventò e che Genova ci copiò, spaventata dal fatto che per la prima volta a Viareggio si potevano ammirare e provare gli yacht in acqua.
Ma per seguire Vitelli ed appoggiare la sua proposta ci vorrebbero una Darsena meno divisa e una città guidata da una giunta e non dal Commissario Prefettizio.
Un salone nautico vero, di livello mondiale, come è Genova, sarebbe una manna per Viareggio, per la sua immagine, per la sua industria cantieristica, per il suo turismo.
E se lo dice Paolo Vitelli, l’uomo più innovativo degli ultimi venti anni di nautica mondiale, bisognerebbe pur crederci. Soprattutto dopo quello che si è visto ieri a Genova nel primo giorno di mostra nautica.
Ieri mattina al Salone, mentre la banda compartimentale della Marina Militare di La Spezia suonava Mameli, gli imprenditori della nautica disertavano per protesta l’inaugurazione.
Ma nello stesso momento dalla terrazza del padiglione ideato da Jean Nouvel, archistar francese, si vedeva nella Darsena del Salone lo Stella Maris, il 72 metri, barca ammiraglia del Salone. Un megayacht viareggino fino dal nome. È infatti il gioiello del cantiere Viareggio Superyachts, barca acquistata da un russo ed esposta in questi giorni a Genova.
Ma l’orgoglio Viareggino veniva esaltato anche da un’altra barca.
Mentre il picchetto d’onore mostrava le armi al viceministro alle infrastrutture Mario Ciaccia, nelle acque antistanti il salone veleggiavano due miti.
L’Amerigo Vespucci, veliero nave-scuola della Marina Militare e il Falcone Maltese, l’ottantotto metri costruito da Perini.
Il veliero viareggino ha veleggiato verso Genova per far capire a tutti che cos’è il Made in Italy (trascurabile il fatto che il Falcone sia stato realizzato in Turchia: dal progetto agli accessori era tutto Made in Italy) e cos’è il Made in Viareggio.
L’immagine che si staglia da Genova è questa: che la smandrippata città di Viareggio è ancora la capitale mondiale della grande nautica.
Ogni tanto noi viareggini dovremmo ricordarci di questa supremazia mondiale. Sperando che la proposta di Paolo Vitelli possa andare in porto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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