Il Tirreno

Versilia

Palazzo littorio, il Comune è abusivo e deve pagare il conto

di Marco Pomella
Palazzo littorio, il Comune è abusivo e deve pagare il conto

Sfrattate tutte le associazioni, lo Stato vuole 80mila euro Del Dotto: «Per comprarlo servono soldi e un progetto»

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VIAREGGIO. Occupazione abusiva di un immobile, di proprietà dello Stato per giunta. Ad infrangere la legge però non è qualche senza tetto in cerca di riparo che ha sfondato la porta per rifugiarsi dentro qualche casa abbandonata.

Ma è il Comune di Camaiore che non ha (e non ha mai avuto) alcun contratto per occupare Palazzo Littorio.

E' infatti uno dei motivi, oltre all'inagibilità, che spinge oggi l'amministrazione a trovare una nuova sede per le associazioni che lavoravano lì dentro. Ce lo spiega lo stesso primo cittadino, Alessandro Del Dotto.

«I fatti sono questi - sintetizza il sindaco Del Dotto - 'ex Palazzo Littorio è di proprietà dello Stato. Ma il Comune non ha alcun diritto di utilizzare quelle stanze. Il sospetto ce l'abbiamo avuto appena ci siamo insediati. La certezza è arrivata quanto lo Stato ci ha chiesto il conto: 70-80 mila euro di cifra forfettaria per occupazione abusiva di immobile».

Il Comune ovviamente cercherà di fare in modo di evitare di pagare quella somma.

Anche se la buona riuscita dell'operazione non è affatto scontata.

Anche per questo le associazioni che prima (fino a qualche mese fa) erano ospitate nel palazzo Littorio sono state fatte sloggiare: il Germoglio, l'associazione Tappetari e una scuola di danza.

Ma non solo per questo: l'immobile infatti è anche inagibile.

«E' chiaro – spiega il primo cittadino rassicurando i cittadini – che non c'è nessun rischio di crollo. Ma è altrettanto chiaro che ci sono delle criticità. Prima di me forse qualcuno ha sottovalutato il problema e le eventuali responsabilità».

Per renderlo agibile ci sarebbe da fare un lavoro strutturale importante. Ma in questo momento è difficile trovare il denaro necessario.

«Il problema – spiega Del Dotto – è che al momento l'unico progetto pronto è un progetto faraonico da 1,5 milioni di euro. Secondo quanto previsto dal decreto ministeriale del 2010 inoltre lo Stato è disposto ad alienare il bene al Comune. Purché si abbia un progetto di recupero, una destinazione e tempi certi nei lavori. Se si parte con i lavori e poi non si hanno i soldi per gli interventi – spiega ancora il primo cittadino – lo Stato se lo riprenderebbe, mettendolo in vendita a privati».

In altre parole il Comune chiederà l'alienazione di Palazzo Littorio solo quando avrà un progetto in mano e i soldi per realizzarlo.

E non prima, appunto, di redigere un progetto dai costi più contenuti.

L'acquisizione nel patrimonio comunale è comunque, garantisce Del Dotto, nelle intenzioni dell'amministrazione.

Per farne che? «Palazzo Littorio rientrerà sicuramente nel progetto di recupero e di valorizzazione di piazza XXIX Maggio. Non è vero – dice, contestando quanto negli ultimi anni aveva ripetuto il suo predecessore Giampaolo Bertola – che può ospitare solo sedi istituzionali. Sicuramente una parte potrà servire per gli uffici comunali, ma deve diventare un gioiello e una ciliegina sulla torta per quella piazza».

Vista la situazione il palazzo Littorio non dovrebbe essere disponibile nemmeno in occasione della Fiera di inizio novembre.

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