Sicurezza
Donazioni? Solo di qualità
Troppi regali “a scatola chiusa”: deciderà una commissione
PIETRASANTA. Sono una ventina le sculture, già donate da altrettanti artisti in attesa di essere collocate lungo strade, piazze e nicchie della città. E sono 10, o forse più, gli scultori che hanno contattato, solo negli ultimi mesi, il Comune sempre per donare una loro opera a Pietrasanta. Se consideriamo che sempre sul territorio sono presenti, stando ai dati dell’assessorato alla cultura, 27 fra sculture, piccole e grandi, in bronzo fuso o in marmo bianco e di diverso genere artistico, regalate negli anni, il quadro della situazione è eloquente e completo: la Piccola Atene è vetrina ideale per chi ha già un nome e chi prova a farselo.
La griffe di Pietrasanta, per un’artista, è come il negozio di moda in centro a Forte: è garanzia di massima visibilità. Premesso questo il sindaco Domenico Lombardi, da due anni e mezzo a questa parte, ha provato a mettere ordine al sistema della “donazione selvaggia”. «Da quando sono alla guida della città, in sostanza ho ratificato l’esposizione di due sole sculture: molte altre devono ancora essere sistemate. Ma prima di farlo vanno studiate soluzioni logistiche che valorizzino non solo l’opera, ma anche e soprattutto la città» afferma il primo cittadino. Quello che Lombardi non dice ufficialmente, ma che è poi nei fatti, è che proprio perché Pietrasanta ha ormai raggiunto uno status artistico di assoluto livello internazionale, non può più accogliere le sculture donate a “scatola chiusa”. In sostanza, rispetto al passato, ci sarà una selezione rigorosa, con una commissione, composta da alcuni critici, chiamata a valutare la qualità della scultura in proposta. In arrivo, quindi, cortesi bocciature, ma questo è il prezzo che la città deve pagare, anche in termini di rapporti, se intende tutelare al meglio la qualità della proposta artistica.
Nel frattempo nessuna novità per il museo di sculture a cielo aperto: l’idea, come noto, era quella di realizzare un percorso artistico, fra il centro storico e la Marina, chiamato a coinvolgere appassionati e visitatori. Niente di improvvisato o caotico, come sembra oggi, ma un’esposizione condivisa e ben segnalata. Ma mettere, ad esempio, una o due sculture, oggi, in piazza Statuto o in piazza Matteotti, significherebbe relegarle ai margini di auto in sosta e parcheggi. E soluzioni alternative, ad esempio il più volte ipotizzato parcheggio sotterraneo nel centro, non ce sono in quanto costose e complicate. Qualcosa però verrà fatto nei campetti della Rocca, con vista su piazza Duomo, recentemente sistemati dall’amministrazione: si pensa ad un giardino con piccole sculture con il coinvolgimento di Ivan Theimer.
C’è poi il progetto di destinare la scuola del Don Lazzeri di via S.Agostino, a polo espositivo e culturale, ma in questo caso tutto ruota intorno al decentramento dei diversi indirizzi didattici dalle parti del complesso dei Salesiani. Ipotesi suggestiva, ma non semplice da percorrere.
Luca Basile
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
