Il Tirreno

Versilia

«Città uccisa dalla speculazione»

«Città uccisa dalla speculazione»

Crisi, interviene il segretario versiliese del Partito democratico Corsetti

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VIAREGGIO. Città in crisi nera, tra attività commerciali che chiudono, Darsena ferma, hotel e cantieri in cassaintegrazione, edilizia alla canna del gas, sfratti al livello di emergenza sociale. Benvenuti nella Viareggio del post Lunardini e del pre elezioni amministrative, con in mezzo un governo del commissario prefettizio Mannino del qual si stenta a capire l’indirizzo. Mentre le forze politiche che fino a ieri si contendevano il palcoscenico del consiglio comunale hanno scelto la strada di un silenzio che inizia a diventare colpevole. «A Viareggio i dati di decremento del Pil, del livello di disoccupazione e di emergenza sociale sono sicuro che superano e in qualche caso sfiorano il doppio di quelli nazionali che sono già drammatici. E se mettiamo insieme anche solamente gli ultimi articoli del “Tirreno” si capisce come ancora una volta questa città soffra di un male che ha avuto un solo nome molto chiaro: la speculazione e la rendita di posizione che ha convertito questa città all'abbandono delle sue capacità di produrre beni e servizi di una certa qualità se non addirittura di eccellenza». Interviene così il segretario versiliese del Pd, Alberto Corsetti.

Che fa un’analisi impietosa delle cause che hanno determinato l’allarme sociale che stiamo vivendo: «Anche i problemi dell'emergenza abitativa sono figli di questo degrado: la speculazione immobiliare ha fatto crescere i valori e gli affitti non sono mai stati abbordabili a Viareggio, nemmeno per chi uno stipendio normale ce l'ha, figurarsi per le situazioni precarie o di mobilità. Sono facce della stessa medaglia: non c'è una citta dell'eccellenza, della legalità e della trasparenza e una del disagio. La città è una sola e se risolleviamo le sorti di chi è più in difficoltà starà meglio tutta».

Corsetti rivolge un’attenzione particolare alla Darsena e alla crisi della nautica, di cui l’Autorità portuale che verrà si dovrà fare inevitabilmente carico: «Sono d'accordo con i sindacati che vedono nella costituzione imminente della Port Authority un elemento di emersione e di trasparenza nelle attività concessorie di settore. Il patto deve essere questo non ce ne sono altri per una formazione progressista che si rispetti: chi occupa territorio pubblico di pregio per le attività che svolge ripaghi la città con occupazione e qualità dell'output. Questo vale per cantieri, concessioni della Passeggiata, balneari e così via. Lo abbiamo già detto in altre occasioni e anche nell'ultimo incontro con la Fiom alla Camera del lavoro: chi usufruisce di una posizione favorevole deve produrre economia reale e lavoro. Aggiungerei lavoro più stabile possibile e nel pieno rispetto delle regole contrattuali e della sicurezza dei lavoratori». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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