Finanza
Processo Mallegni, rebus sull’appello
A ieri, parole del dottor Cicala, la Procura della Repubblica non ha presentato ricorso contro la sentenza di primo grado
PIETRASANTA. La notizia sta mandando in fibrillazione tutta la politica pietrasantina. Ma anche la pletora di avvocati che hanno difeso gli imputati nel processo Mallegni.
La notizia secca è che la Procura della Repubblica di Lucca non ha opposto appello alla sentenza emessa a maggio dal tribunale di Lucca. Una notizia che avrebbe del clamoroso e che il procuratore capo Aldo Cicala, sentito dal nostro giornale, conferma a metà.
«In effetti non ho ancora firmato l’impugnazione della sentenza di primo grado – conferma il capo della pubblica accusa – ma ci sono ancora i tempi per farlo».
Ogni opposizione in appello deve passare dal capo dell’ufficio, ma materialmente il processo Mallegni è stato seguito nella sua ultima fase dal sostituto procuratore dottor Salvatore Giannino. Che, fra l’altro, è uno dei pm che sta sostenendo l’accusa in attesa dell’udienza preliminare per la strage di Viareggio (in programma il prossimo novembre).
Impossibile sapere da Giannino qualcosa perchè il magistrato è attualmente in ferie.
E così stiamo ai fatti: la Procura a ieri non sarà in appello contro la sentenza che di fatto ha mandato assolto Massimo Mallegni per i reati più pesanti come l’associazione a delinquere, ma lo ha condannato per la corruzione impropria (la famosa gita a Venezia con l’imprenditore Baldini, anche lui condannato) e per la violenza privata nei confronti di alcuni vigili urbani dopo l’allontanamento dal comando della dottoressa Antonella Manzione.
Altro condannato – sempre per la violenza privata nei confronti dei suoi sottoposti – l’allora comandante Buratti.
Gli avvocati di tutti i condannati hanno – naturalmente – interposto appello alla sentenza di primo grado.
Ma questo è nelle cose. Molto più clamoroso se la Procura rinunciasse all’appello. Soprattutto dopo che lo stesso pm Salvatore Giannino aveva chiesto 8 anni per l’ex sindaco Mallegni considerando come commessi tutti i reati ascrittigli dalla inchiesta portata avanti da Domenico Manzione, poi diventato capo della Procura della Repubblica di Alba in Piemonte.
Ripetiamo: se confermata la notizia avrebbe comunque del clamoroso.
C’è anche un problema di tempi. Secondo gli avvocati la scadenza per l’appello era lunedì primo ottobre, secondo la Procura i calcoli sono diversi e come sempre capita quando arriva l’estate c’è da c apire quanto contano le ferie giudiziarie.
C’è poi un altro aspetto da sottolineare. Che potrebbe essere la Procura generale di Firenze ad intervenire e chiedere l’appello al posto di Lucca. Ma sarebbe, va detto, un’altra decisione altrettanto singolare.
La mancata costituzione in appello avrebbe una prima conseguenza importante per gli imputi come Mallegni. Che in mancanza di un appello della Procura, la nuova sentenza d’appello non potrebbe essere peggiorativa rispetto a quella di primo grado.
Insomma se non arrivasse l’atto della Procura, gli scenari del processo d’appello a Firenze muterebbero e di molto.
Intanto, dicevamo, la notizia sta facendo il giro di Pietrasanta. Anche se nessuno commenta. Nè il primo cittadino Lombardi nè il diretto interessato Massimo Mallegni.
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