Il Tirreno

Versilia

Morìa di bar e ristoranti in centro

di Corrado Benzio

Ha chiuso il vecchio Nedo. Stop anche al successore di Utz: il suo locale in piazza San Francecso in vendita a 50mila euro

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VIAREGGIO. Ha chiuso anche il vecchio Utz in piazza San Francesco. Ribattezzato San Francesco 131, espone un frettoloso cartello con sopra scritto a mano: cedesi attività. Ci aggiunge – fatto insolito – anche il prezzo: 50mila euro. Naturalmente per licenza e attrezzatura. Poi c’è da pagare l’affitto del fondo.

La morìa di bar e ristoranti, anche storici, sembra inarrestabile. E l’elenco si allunga giorno dopo giorno. Parlando d i bar poi, ce ne sono troppi. In Italia – dati ufficiali – c’è un bar ogni 350 abitanti. Cifra che in certi casi si dimezza (un bar ogni 170 residenti) nella località turistiche.

E’ chiuso da tempo in piazza d’Azeglio l’ex bar Nedo, uno dei locali che aveva fatto la storia del calcio viareggino, ai tempi di quel Nedo Bresciani che fu un pezzo grosso del Viareggio calcio.

Sprangato da un paio di settimane anche il bar che stazionava davanti il Comune, all’angolo fra via Garibaldi e via Fratti.

Nonostante la posizione centrale molti locali non resistono alla crisi, agli affitti, ma anche alla scarsa professionalità di chi sta dietro il banco.

E così il bar Vinicio in via Garibaldi, al centro di millanta banche, è chiuso da anni, senza che nessuno abbia il coraggio di riaprirlo.

Ma stanno chiudendo anche locali storici che hanno fatto la storia di Viareggio. Pensiamo al Quinto Elemento di via Verdi, uno dei ristoranti più innovativi della Versilia quando aprì all’inizio degli anni Duemila, lanciando anche in grande chef come Gionata Rossi.

A proposito, il MegliodiGiò, il ristorante che lo stesso Rossi aprì in piazza Piave è chiuso da oltre due anni, senza che nessuno si sia affacciato per rilevarlo.

Ha chiuso anche la pizzeria Il Ponte, all’imbocco del ponte girante. Un locale frenquentato dai viareggini per decine di anni.

Ma uscendo dal centro le chiusure di bar si moltiplicano. In via Maroncelli ha tirato giù il bandone il vecchio bar Paolinelli. Oggi aveva un ’altra insegna, ma il Paolinelli è stato per decenni il centro di ritrovo di tutti gli appassionati di calcio del Marco Polo, anzi sede della squadra di calcio che ha avuto illustri giocatori oggi affermati professionisti (come ad esmpio il dottor Enrico Petri) .

Giuseppe del bar la Compagnia, famoso titolare di bar oggi alla guida del locale di via Maroncelli angolo Sant’Ambrogio non ha tanti

giri di parole.

«Gli affitti sono altissimi, insostenibili, i margini scendono e poi, come succede a me, si creano tanti ostacoli. Io ad esempio non posso fare da mangiare perchè non posso installare per problemi di condominio la canna fumaria. Ma il non poter apparecchiare un pranzo come si deve, mi impedisce di sfruttare la pausa pranzo. E allora sono inutili tanti sacrifici, come alzarsi all’alba per preparare le focaccine ed evitare di comprarle fuori. O come passare la giornata nel bar perchè anche un solo dipendente è ormai un lusso per tante attività come le mie. Ma intanto al primo posto ci sono questi affitti che stanno ammazzando letteralmente la categoria».

Il grido di allarme

su affitti e tasse lo lanciò a suo tempo anche Cristiano Tomei, prima di prendere il suo Imbuto e portarselo a Lucca.

«Come posso restare a Viareggio quando pago 13 mila euro di tassa rifiuti ed esco e trovo via Fratti sudicia».

In questo momento di crisi, anche la crisi ed il degrado di Viareggio non aiuta.

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