Sicurezza
Ma c’è chi ancora ha fiducia nella città
I casi virtuosi della libreria la Vela e della cartoleria Centrale, esclusivista della Montblanc
VIAREGGIO. Ma c’è chi crede ancora che a Viareggio valga la pena investire. E lo vuole segnalare e raccontare a tutti.
Due esempi in pieno centro fanno ben sperare. Il primo riguarda la libreria La Vela in via Garibaldi.
Nino Pellegrinetti, storico titolare dell’ultima vera libreria viareggina dopo l’addio di Graziella Pasquinucci, fa vedere l’ingresso della Vela completamente rifatto e anche la facciata dell’attività con un nuovo look.
E’ sparito l’orologio, è comparsa una nuova insegna, soprattutto l’ingresso nuovo è fatto per invitare il cliente ad. entrare.
«Io credo che sia giusto che si sottolinei come anche noi commercianti non siamo in fuga – spiega il popolare Nino – anzi che continuniamo ad investire e a migliorare la nostra attività. E questo nonostante la crisi si faccia sentire e forte anche nel settore dei libri. Soprattutto per quelli più costosi».
Intanto alla Vela è più fcaile entrare e scegliere i libri, con una sorta di spazio franco fra il marciapiede e gli espositori dei volumi. Un senso di maggiore libertà che ai lettori piace.
Tutto sente la crisi anche un nome glorioso come Montblanc, ma in realtà alla cartoleria Centrale Scribe di via Machiavelli si è deciso di rifare completamente il corner delle famose penne con la stella bianca.
«Cerchiamo di aggiornarci – ricorda Pierluigi Pilia, uno dei titolari con la moglie – per questo abbiamo rifatto tutto lo spazio che dedichiamo ad un marchio di cui abbiamo l’esclusiva. Poi certo le cose non vanno benissimo e anche gli oggetti di qualità risentono della crisi. Ma a noi piace presentare questo nuovo spazio, per dimostrare che a Viareggio si può, anzi si deve pensare al futuro e cercare di migliorarci nel commercio».
Insomma non c’è solo la necessità di stare al passo con i tempi, con le difficoltà della gente, con la contrazione dei consumi.
C’è soprattutto – pensiamo all’ex Pineider (un n ome fiorentino che molti non dimenticano era in Passeggiata) e alla Vela - l’orgoglio di dimostrare che anche in una città così in difficoltà si può fare qualche cosa di utile e di bello».
Ma non tutti nutrono gli stessi sentimenti positivi. E così si annunciano – neanche tanto sottovoce – nuove e dolorose chiusure. Sia di negozi di confezioni e di calzature, sia sul fronte – caldissimo – dei pubblici esercizi. Molti prima di chiudere hanno invece deciso di limitare gli spazi di vendita. Spesso chi aveva
due fondi, ha deciso di ridursi ad uno, tagliando così su un affitto.
Come è sempre più evidente la crisi non risparmia nessuno.
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