La manifestazione
Mitoraj, al primo test scoppia la lite
I tecnici fanno le prove per l’altorilievo sul S. Agostino e vengono “beccati” dai cittadini. Nel mirino il dirigente Galli
PIETRASANTA. Mettiamola così: il test andato in scena ieri mattina, per verificare come collocare l’Annunciazione di Mitoraj nella facciata del S. Agostino, è andato più che bene dal punto di vista tecnico. Ma meno, molto meno, come impatto della stessa scultura con la città. Questo perché alla vista di operai e tecnici comunali, chiamati a fare diverse prove sulla facciata della chiesa, alcuni cittadini - fra l’incuriosito e l’irritato per la localizzazione della stessa opera d’arte, si sono radunati sui gradoni del S. Agostino. E alla fine, qualche parola di troppo, fra le parti, è volata. Nel mirino, in particolare, il dirigente della cultura Dante Galli.
«Diciamo che qualcuno fra i presenti, a quanto mi dicono, ha esagerato nei toni e con i termini - dice il sindaco Domenico Lombardi - e Galli, che rappresenta il sottoscritto e la mia amministrazione, qualche battuta non proprio gradevole l’ha subita. Dispiace, ma non ne facciamo un dramma perché in fin dei conti, non è successo niente di grave». Già, ma la sensazione è che l’avversione per l'altorilievo di Mitoraj - anche lui presente ieri mattina, ma in realtà ignorato o quasi dai presenti - sia in discreta crescita: l’idea di vedere la facciata della chiesa di S. Agostino modificata da una scultura in bronzo collocata in una nicchia disturba, come detto, l’umore di molti. È quindi stato sufficiente assistere a qualche foro di prova per avvelenare l’aria in piazza Duomo.
«Al nostro gruppo di opinione La Piazza non risulta alcuna situazione di tensione a margine del test di questa mattina - ieri per chi legge -: se poi c’è stato un vivace scambio di battute fra qualche cittadino e i tecnici del Comune è fatto che non ci riguarda direttamente. Detto questo, e lo ribadiamo, il nostro gruppo, che ha raccolto un migliaio di firme contro la collocazione dell’opera nella facciata, proseguirà nella sua azione mantenendo toni civili ed eventuali contestazioni saranno portate avanti solo in ambito legale».
Perplesso Lombardi. «L’auspicio e' che i toni possano restare, pur su fronti ed opinioni opposte. sempre civili. Per questo motivo ho intenzione di incontrare la città in un appuntamento pubblico, prima ancora del dibattito a margine della presentazione dell’opera previsto nelle prossime settimane. Sarà quella l’occasione, per chi intende farlo, di intervenire ed esprimersi. Detto questo, è evidente che pur nel rispetto di ogni convinzione, non tornerò indietro e che l’altorilievo sarà collocato nella lunetta della chiesa. Un consiglio comunale aperto sul tema? Vedremo se le opposizioni lo chiederanno: se saremo chiamati a votare un ordine del giorno, lo faremo, credo, serenamente. Su questo versante, a parte qualche distinguo, non ci sono problemi nella maggioranza». Parole che rispondono al vero, quelle del sindaco, anche se non è stata presa bene la presa di posizione di Vinicio Rovai, ex assessore ed ex preside dello Stagi e ancora suocero del vicesindaco Luca Mori, che ha bocciato la scelta di Lombardi motivandola con una serie di argomentazioni artistiche. A conferma di un clima che, nell’avvicinarsi della data del vernissage inaugurale, si sta facendo sempre più polemico.
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