Finanza
«Spostare il primo corso? Non è impossibile...»
Santini apre ai carristi che chiedono uno slittamento delle date della festa «Ma un posticipo di quattordici giorni è troppo. Meglio una settimana»
VIAREGGIO. «Posticipare di due settimane l’inizio del Carnevale? Una richiesta legittima e che esamineremo nel prossimo consiglio della Fondazione. Ma personalmente credo che non potremo far slittare la manifestazione di più di sette giorni». Alessandro Santini non chiude la porta in faccia alle richieste dei carristi che, allarmati per i ritardi nella consegna dei bozzetti (e per l’incertezza dei finanziamenti), hanno proposto di spostare la data del primo corso dal 27 gennaio al 10 febbraio.
Il numero uno di Palazzo delle Muse, però, non nasconde le sue perplessità a concedere quattordici giorni in più rispetto al calendario tradizionale. «Spostando il primo corso al 10 febbraio - spiega, precisando però di parlare a titolo personale - inizieremmo i festeggiamenti di Carnevale quando nel resto d’Italia e del mondo si è già festeggiato il giovedì grasso (che quest’anno cade il 7 febbraio, ndr). Questo al tempo stesso vuol dire anche che la data del primo corso sarebbe quarantotto ore prima del martedì grasso, ultimo giorno di Carnevale. E che l’ultimo corso sarebbe invece la terza domenica di Quaresima. Temo che un calendario del genere sia ad altissimo rischio...»
Santini è invece decisamente più possibilista riguardo all’ipotesi di spostare le date di una settimana. «Far slittare il primo corso al 3 febbraio non comporterebbe i problemi che ho elencato prima - prosegue il presidente della Fondazione - e al tempo stesso concentrerebbe tutti i festeggiamenti in febbraio, mese tradizionalmente dedicato al Carnevale».
Il presidente analizza poi gli altri problemi legati ad uno spostamento del primo corso: «Certo, la campagna di comunicazione con le date tradizionali è già partita da alcuni mesi, ma con ancora quattro mesi davanti a noi gli effetti negativi ritengo che sarebbero minimi. E agevolerebbero i carristi che, indubbiamente, sono in ritardo e non per colpa loro».
La questione sarà adesso affrontata dal consiglio di indirizzo e di amministrazione della Fondazione che si riuniranno la prossima settimana.
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