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Versilia

La strage di Viareggio

Così andò la strage secondo ferrovie, ecco il video 3D che non convince il perito

Così andò la strage secondo ferrovie, ecco il video 3D che non convince il perito

La simulazione consegnata alla Procura di Lucca dalle Ferrovie è stata acquisita agli atti. Ma le fasi non tornano: quando il carro passa sulla piegata a zampa di lepre è ancora attaccato al locomotore e non staccato come mostra il filmato

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Una simulazione tridimensionale animata della dinamica del deragliamento e conseguente ribaltamento delle cisterne cariche di Gpl: è targata Ferrovie ed è contenuta negli atti della Procura di Lucca, allegati alla chiusura delle indagini sul disastro ferroviario di Viareggio che tre anni fa ha provocato 32 vittime, numerosi feriti, distruzione e lutti. Rete ferroviaria italiana ha consegnato il video, targato Politecnico di Milano, alla Commissione di indagine del ministero dei trasporti. Presso la stessa commissione è stato poi acquisito dalla Procura di Lucca, diretta da Aldo Cicala.

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Animazione suggestiva, quella proposta da Fs, che non ha convinto però né il perito della Procura, professor Paolo Toni, né chi ha indagato per conto della squadra di pm messa in campo dal dottor Cicala.

Dati alla mano, Paolo Toni - nella sua relazione dell'11 ottobre 2011- ricostruisce la dinamica del deragliamento. Che non coincide con quanto ricostruito nel video Fs. In particolare per quanto attiene al momento dello sgancio tra il locomotore del treno carico di Gpl ed il primo carro cisterna. Il quale - quando passa sulla zampa di lepre (cuore dello scambio) - è ancora attaccato al locomotore. E non staccato come nella ricostruzione animata allegata agli atti.

"Il primo carro cisterna - scrive il professor Toni - si è sganciato dalla locomotiva nelle vicinanze del picchetto. Infatti, solo dopo il transito in questa postazione la locomotiva assume una decelerazione compatibile con una sua frenatura come veicolo isolato rimasto in marcia sul binario di corsa".

La conferma viene - conclude il perito della Procura - dal grafico dell'accelerazione realizzato con i dati registrati dalla "scatola nera" (Zona tachigrafica elettronica) del treno. A provocare lo sganciamento del carro dal locomotore è stato - secondo le indagini della Procura di Lucca - l'urto con il picchetto di regolazione delle curve, ritenuto responsabile dello squarcio nella cisterna. Solo dopo l'urto con il picchetto, infatti, i dati a disposizione indicano che "è stata registrata solo la velocità della locomotiva". Anche l'analisi accurata dei pezzi ritrovati lungo il percorso del treno merci - come si legge nella dettagliata ricostruzione fatta dall'ispettore superiore Angelo Laurino (Polfer Lombardia) - conferma che al momento del passaggio sulla zampa di lepre carro e locomotore erano ancora agganciati.

"La posizione in cui è stato rinvenuto e fotografato il castello di trazione e la distanza dei 18 m circa che intercorre con il picchetto - scrive Laurino - rivestono particolare importanza perché indicano, in modo chiaro ed inequivocabile, che in questa zona c'è stato lo sgancio tra il primo e il secondo carro cisterna. E su questo non ci sono dubbi! Come non ci sono dubbi che dalla controrotaia del binario di corsa fino al punto di sgancio tutta la sottostruttura del primo (e anche del secondo, ndr) carro cisterna viaggiava all'interno del binario di corsa. Ciò viene dimostrato dalla posizione in cui sono state trovate le parti della sottol (lato monte) dalla parte anteriore del secondo carro cisterna. Questo indica che lo spostamento,dopo l'urto con il picchetto, di detta parte - verso il lato monte - è avvenuta in contemporanea o dopo lo sgancio con il primo carro cisterna. E anche su questo si ritiene che non ci siano dubbi".

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