Il Tirreno

Versilia

A S. Pietro la rabbia dei balneari

di Matteo Tuccini
A S. Pietro la rabbia dei balneari

Dalla Versilia a Roma per solidarietà con il collega salito sul Cupolone: «Ora devono ascoltarci»

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VIAREGGIO. «Siamo con Marcello, lui si trova lassù perché è disperato come tutti noi. E ora dovranno ascoltarci». Non appena hanno saputo che il collega triestino Di Finizio era salito sul Cupolone di San Pietro per protesta contro la Bolkestein, i balneari sono scattati come molle. Una sessantina di titolari degli stabilimenti - parecchi della Versilia - sono partiti per supportare la “prodezza” che ha fatto il giro del mondo, e che si è conclusa ieri sera poco dopo le 20.

Una specie di presidio, il loro, con maglie e canotte rosse d’ordinanza, messo su per far capire ai media - all’inizio confusi sull’origine della protesta - la natura della loro battaglia.

Qualche tensione. C’è stato anche qualche momento di tensione, con il solito sequestro - stavolta dello striscione “No alle aste” - da parte della polizia. Pare che le forze dell’ordine e le autorità vaticane fossero furibonde, perché la zona dell’iniziativa è stata transennata e vietata ai turisti. Ma tant’è. Quello del triestino Di Finizio è il colpo di teatro che serviva alla causa balneare per riportare su di sé l’attenzione dell’opinione pubblica. Non a caso il ministro Piero Gnudi ha dato la sua immediata disponibilità a incontrarlo: al momento in cui scriviamo il confronto, che avrebbe dovuto tenersi nel pomeriggio, non c’è ancora stato. Per correttezza va sottolineato che Di Finizio ha chiesto che nel tavolo sulla questione Bolkestein fossero convocati - come chiesto da mesi - anche i sindacati.

«Ora vogliamo risposte». «Il gesto di Marcello Di Finizio - si leggeva in una nota scritta ieri pomeriggio dai sindacati Sib, Fiba, Assobalneari e Cna - barricato sulla Cupola di San Pietro per protestare contro il rischio concreto che, a partire dal 1° gennaio 2016, le imprese balneari italiane siano messe all’asta, estremizza una situazione che si sta sempre di più esasperando e che coinvolge 30mila imprese. Ai ripetuti appelli delle associazioni di categoria, le istituzioni preposte e la politica hanno risposto con promesse, assicurazioni, impegni che fino ad oggi non hanno prodotto nulla di concreto. Inerzia che ci pone sempre più al rischio di vedere anni e anni di lavoro inesorabilmente persi e che esasperano sempre più gli animi di chi nel lavoro fonda il futuro delle proprie famiglie. Ribadiamo la necessità che il governo dia risposte esaurienti alle domande che da tempo poniamo. Vogliamo conoscere il nostro futuro e quello delle nostre famiglie, chiediamo di avere la certezza sul domani delle imprese che da sempre rappresentano il fiore all’occhiello dell’offerta turistica italiana. A Marcello Di Finizio, che ancora una volta ha dimostrato coraggio e determinazione, chiediamo di scendere da San Pietro». E lui, come detto, ha acconsentito.

Corteo per Senigallia. Per quanto riguarda la “due giorni” di Senigallia, le associazioni balneari invitano a presentarsi con i propri mezzi lunedì alle 6 al Principe di Piemonte. Da lì partirà il corteo con bandiere e striscioni in direzione Marche, dove il giorno stesso (alle 14,30) si terrà il direttivo dei sindacati; il giorno successivo ci sarà la manifestazione. Per altre informazioni è possibile contattare le associazioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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