La manifestazione
A Forte 20 boutique a rischio chiusura
Sotto accusa gli affitti alle stelle: tra 8 e 10 mila euro al mese per i fondi in zona vip. E c’è chi non riesce più a pagare
FORTE. La Capitale vip del commercio di lusso è al tracollo? Se si dovesse dare credito a tutte le voci che si incrociano attorno ai capannelli di fortemarmini in piazza Garibaldi siamo davvero vicini ad una Caporetto.
Prove certe nessuna, ma gli indizi non mancano. A tirare i sassi nello stagno è stata qualche giorno fa la stilista Daniela Broch che ha annunciato senza mezzi termini che dopo più di quarant’anni chiuderà la sua storica boutique di via Carducci, davanti a piazza Marconi, per ritirarsi nel nuovo piccolo punto vendita di via IV Novembre.
Qualche giorno prima anche “I Parmigiani” avevano, dichiarato che lasceranno il fondo storico all’inizio di via Carducci dopo cinquant’anni per ritirarsi altrove, tant’è che in queste ore è iniziato lo smantellamento del vecchio punto vendita.
Triumph, negozio di intimo prestigioso è dalla fine di agosto che ha serrato i battenti sulla principesca via Spinetti, e a coronare il resto c’è poi un mostruoso carosello di indiscrezioni e voci non confermate che vedrebbero interessati a passare la mano, tra gli altri, anche Moradei e Gabrielli e forse anche un neo arrivato come la milanese Boggi.
La crisi. «Secondo le nostre informazioni – si lascia andare il presidente dei commercianti Giovanni Maffei con l’aria di chi afferma tutt’altro che un’ipotesi - sono tra i quindici e i venti i negozi che stanno annaspando e che potrebbero presto chiudere». Una lapide più che una previsione. Nessuno, ovviamente fa dei nomi, ma un noto studio legale del Forte, da noi interpellato, pur appellandosi alla privacy dei suoi clienti ci ha garantito che almeno cinque suoi clienti, proprietari di altrettanti fondi prestigiosi in pieno centro, stanno subendo morosità pesanti di mesi sugli affitti che evidentemente non riescono più a pagare. E ad agosto perfino una nota griffe ha saltato il pagamento dell’affitto mensile, come ci ha confidato il proprietario dei fondi. La questione, dunque, potrebbe avere una svolta non proprio esaltante per il Forte, che si vantava fino a pochi mesi fa di essere una galleria unica di griffe prestigiosissime.
Le cifre. L’accusato numero uno sono ovviamente i canoni di affitto stellari dei fondi del quadrilatero magico del centro, che non esitano a superare i cinque zeri l’anno. Per un fondo commerciale a Forte difficilmente si spendono meno di 10mila euro al mese: 120mila euro l’anno. E sono sempre meno le attività a potersi permettere queste cifre e anche quelle, leggermente inferiori delle zone immediatamente adiacenti alle aree vip (ad esempio via Stagio Stagi e la piazza Garibaldi che vi confina). A complicare ulteriormente il mercato, poi, sembra pensarci la pratica della “buona entrata”, la cui esistenza è confermata dagli addetti ai lavori. Vuoi affittare? Ok, tira fuori un bell’anticipo di mensilità e mettici su tra 100 e 150mila euro per assicurarti il prima possibile la disponibilità del fondo.
I russi. Di fronte a fitti altissimi e crisi dilagante meno male – dicono in tanti - che ci sono stati i soliti russi a salvare in calcio d’angolo la stagione. «Ma quella che sembra in apparenza una notizia rassicurante - concorda con noi un vecchio agente immobiliare come Arnaldo Federigi - invece è una garanzia di futuri problemi. Da che mondo è mondo essere costretti a soddisfare un solo tipo di clientela (quella moscovita, ndr) mette a rischio il sistema perché è una clientela che potrebbe svanire nel giro di poco tempo, così come è comparsa qualche anno fa. Di fatto – conferma Federigi – anch’io sono a conoscenza che ci sono state tante richieste alle proprietà di ricontrattare in basso gli affitti dei fondi per far quadrare i conti di gestione in crisi».
Paolo Lombardi
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