Finanza
Tornano Happy Days e Capannina
Imprenditori puntano sul rilancio di due locali storici di Lido di Camaiore
LIDO DI CAMAIORE. Ormai è assodato: in tempi di crisi e insicurezza anche la nostalgia può rivelarsi un buon investimento. Così non sorprende più di tanto che due miti della Versilia anni'80 stiano per tornare in pista. Si tratta dell'Happy Days - che nel 1982 portò in Italia la tradizione molto British dei pub - e della Capannina del Lido.
Giorni felici. Da qualche settimana sul viale Colombo è possibile vedere un'insegna - con tanto di pollicione in stile Fonzie - cara a chi è stato giovane negli anni'80 e '90. Si tratta di un cartello che reclamizza la prossima apertura di un locale chiamato Happy Days. I più giovani non ricorderanno questa sigla. Ma proprio in quello stesso stabile il 5 giugno del 1982 - poco più di 30 anni fa - aprì uno dei primi pub della Versilia che si chiamava, appunto, Happy Days Pub. Ad investire su quel nome - da cui è sparita la dizione pub - allora come adesso è Massimo Landini, 68 anni, noto albergatore (adesso è proprietario del Siesta, per anni ha gestito l'Alba sul mare). Assieme ai figli Massimiliano e Cristiana Landini ha deciso di riaprire l'Happy Days aggiornandolo al gusto odierno. «Sarà un locale diverso dal vecchio pub - spiega Landini al telefono - offriremo grigliate, pizza, birre artigianali e dolci fatti in casa. Ci sarà spazio anche per aperitivi con buffet di qualità e american-bar». Landini dice di voler puntare anche sulla musica con serate a tema e uno spazio attrezzato per riprendere le esibizioni di gruppi emergenti. Il nuovo locale avrà circa 200 posti con una veranda esterna per la bella stagione. L'apertura è prevista per fine ottobre.
Pancia mia fatti... Capannina. Un tipo di offerta più classica arriverà invece dalla Capannina di Lido. In questi giorni il locale della via Aurelia - che tanto successo ha riscosso negli anni'80 e '90 - è un cantiere aperto (si punta a completare tutto entro metà ottobre).
All'interno troviamo Tina Ambrosio, l'imprenditrice della ristorazione che, dopo aver gestito per oltre 10 anni La Bilancia di Pian del Quercione ha deciso di investire su uno dei nomi classici di Lido. «E' vero che c'è crisi - spiega - ma la gente deve darsi da fare e non fossilizzarsi». La Ambrosio dice di voler puntare su una cucina tradizionale con qualche leggera rivisitazione. Per i clienti ci saranno anche pizza, pane e focacce tutti fatti in casa. «Questo locale è un simbolo di Lido - spiega - mi ricordo quando ci venivo da ragazza e a lavorare al forno c'era l'unica pizzaiola donna della Versilia, la mitica Mena».
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