Sicurezza
Strage, sulla sicurezza ferroviaria è scontro tra il ministero e l’Europa
Parole dure nella nella lettera che Marco Pittaluga, a capo della Direzione generale per le investigazioni ferroviarie istituita dal ministero dei trasporti, indirizza all'Era, l'Agenzia europea che si occupa di sicurezza ferroviaria
Parole dure e allarme sicurezza sulle rete ferroviarie di tutta Europa nella lettera che Marco Pittaluga, a capo della Direzione generale per le investigazioni ferroviarie istituita dal ministero dei trasporti, indirizza all'Era, l'Agenzia europea che si occupa di sicurezza ferroviaria. L'European Railway Agency contesta pesantemente di essere destinataria delle prescrizioni contenute nella relazione di indagine che Marco Pittaluga e la commissione appositamente istituita dopo la strage di Viareggio hanno chiuso il 23 marzo di quest'anno. Toni, quelli dell'Era, che Pittaluga non esita a definire "sconcertanti". Ancor più in un quadro europeo così fotografato dallo stesso Pittaluga:
"La causa primaria dell'incidente di Viareggio su cui si è fortemente incentrata l'investigazione dell'organismo investigativo del ministero dei trasporti italiano registra, anche in tempi recenti, una pericolosa tendenza alla limitazione e ripetizione, quasi una escalation di eventi di analoga natura e cioè di assili di materiale rotabile che si fratturano nelle più svariate condizioni. Eventi che non hanno generato, per mero caso, conseguenze paragonabili a quelle di Viareggio".
Mentre il sistema delle manutenzioni ferroviarie in tutta Europa è rimasto, dal 2009 ad oggi, quello descritto nella relazione dell'ispettore capo della Polfer di Milano, Angelo Laurino, per cui "appare chiaro come con la privatizzazione si è principalmente perseguito lo scopo di imporre comportamenti competitivi di mercato senza introdurre adeguati vincoli a garanzia della sicurezza dei sistemi di trasporto", a fronte delle prescrizioni del ministero italiano, l'Europa punta i piedi. Ritenendo addirittura che le raccomandazioni di impegno di Pittaluga e della sua squadra possano costituire "un serio rischio legale per l'Era".
Accuse che Marco Pittaluga respinge con forza: "Il sistematico disconoscimento fatto nel report Era significa, a mio parere, considerare preferibile il mantenimento dello status quo piuttosto che affrontare l'impervio, ma necessario, confronto per l'opportuna implementazione della sicurezza". In questo senso vanno le raccomandazioni emanate che "pongono questioni importanti sugli ampi spazi ancora da sondare ed approfondire, per un necessario perfezionamento normativo di carattere sovranazionale e comunitario, che 32 vittime ed i loro familiari meritano siano sondati e approfonditi".
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