Sicurezza
Ersu, ancora a rischio i 36 lavoratori «Spazio ai privati»
Appello del presidente Ramacciotti ai sindaci versiliesi «Decidano alla svelta, la burocrazia rallenta tutto»
PIETRASANTA. «Entro la fine del mese di ottobre va sciolto il nodo legato al futuro di Ersu: che sia una nuova società con subentro di un soggetto privato a gestire il servizio o ancora che si confluisca in Ato, una decisione deve essere presa. Nell'interesse degli utenti e dei lavoratori». Alberto Ramacciotti, presidente di Ersu spa, la società a partecipazione comunale che ha in carico il servizio rifiuti su scala versiliese, non si limita a parole di circostanza, ma fa un appello ai sindaci di Forte dei marmi, Pietrasanta, Massarosa e Camaiore.
«Serve chiarezza ed unità d'intenti. E serve, soprattutto, una scelta ben precisa». Piccolo, ma doveroso passo indietro: i comuni versiliesi in questione, giusto un anno fa, ribadirono di non voler affatto finire all’interno di Ato. Da qui un bando per la formalizzazione di una nuova società con la possibilità di consentire l’accesso dei privati, sia pure in quota minoritaria. Bando però di fatto bloccato da Ato con un ricorso al Tar. Una recente sentenza della Corte costituzionale, che permette ai Comuni in questo contesto di muoversi liberamente, ha di nuovo cambiato le carte in tavola: ed ecco quindi profilarsi un nuovo bando, con le finalità di quello precedente. Il tutto nell’attesa di saperne di più su come deciderà di muoversi sempre Ato. « Il mio parere è noto - spiega Ramacciotti - ritengo un soggetto misto pubblico-privato, con quest'ultimo detentore di quote societarie fino ad una soglia massima del 49%, una soluzione a maggiore garanzia dei lavoratori - ed in particolare dei 36 dipendenti precari a cui è stato prorogato il contratto di 60 mesi - rispetto ad una macro-gestione affidata ad Ato. Anche se su questo fronte, è bene essere trasparenti, non ci sono certezze assolute. Senza dimenticare che sempre Ato ha valutato economicamente Ersu 800 mila euro, quando il nostro valore è, molto più alto, dato che si attesta sui 6 milioni di euro. Insomma, i punti di contrasto sono molti».
Ramacciotti interviene anche sui rapporti tra Ersu e Sea e sulla mancata riapertura di Pioppogatto. « Nella concitazione del momento e sotto le crescenti pressioni di Prefettura, Sindaci, sindacati e operai interessati, sono stati formulati giudizi ingiusti e ingenerosi sull'operato di Ersu. Ribadiamo che la collaborazione fra Ersu e Sea, che ha dato fino ad oggi ottimi risultati, non è in discussione. Del restoè' sotto gli occhi di tutti il ruolo positivo, nel far fronte all'emergenza rifiuti».
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