Il Tirreno

Versilia

Equitalia ipoteca la casa di un operaio

di Gabriele Dini
Equitalia ipoteca la casa di un operaio

Un accertamento da parte del Fisco e una notifica “sparita”: e ora il giovane rischia di perdere la sua abitazione

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CAMAIORE. Una mancata notifica. Ed Equitalia gli mette l’ipoteca sulla casa. Deve essersi sentito cadere il mondo addosso l’operaio di Camaiore che a metà agosto si è visto arrivare a casa una lettera in cui Equitalia gli comunicava che la sua casetta sulle colline - comprata con le fatiche del proprio lavoro e utilizzata come abitazione principale - rischiava di finire in mano al fisco.

Tutto è cominciato dopo l’acquisto del piccolo appezzamento di terreno dove è stata costruita l’abitazione. Qualche mese dopo l’operazione (il fisco ha tempo fino a 2 anni per controllare operazioni di questo tipo) è partito un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. E da lì sono iniziati i guai, con i meccanismi della burocrazia che sono andati avanti in maniera implacabile.

La casa sulla collina. Ha acquistato un terreno a Casoli, in una zona abbastanza impervia e poco appetibile, non distante dalla vecchia frana che qualche anno fa rischiò di distruggere il paese.

E lì sopra - in maniera perfettamente regolare e con tutte le autorizzazioni - un operaio trentenne originario di Camaiore ha acquisto la sua casetta.

Il “pasticciaccio” e la stangata. Ma l’operazione di compravendita del terreno è finita nel mirino dell’Agenzia delle Entrate. Che ha avviato un accertamento. Come racconta il professionista che segue il caso, Riccardo Bonuccelli, consigliere comunale e commercialista (con studio nella zona industriale delle Bocchette), da lì è iniziato il “pasticciaccio”.

Il fisco ha infatti avuto da obiettare sul prezzo pagato, considerato inferiore a quello di mercato.

Nel ricorso presentato dal professionista è stato messo in evidenza che il termine di paragone utilizzato dall’Agenzia è il valore di un terreno sulla piana di Camaiore e non quello di un’area collinare.

Ma nel frattempo, ancor prima che il procedimento arrivasse alla fine, l’Agenzia delle Entrate (con un iter a dire il vero abbastanza comune in casi di questo tipo) ha iscritto a ruolo un mancato pagamento all’erario da oltre 20 mila euro. E lì sono iniziati i problemi più grossi.

L’operaio afferma infatti di non aver mai ricevuto una notfica che lo informasse dell’iscrizione a ruolo di quella maxi-cartella. Così, a sua insaputa, l’iter procedurale è andato avanti inesorabilmente. Fino all’arrivo della lettera che avvisa della iscrizione dell’ipoteca sull’abitazione. Naturalmente il giovane ha fatto ricorso e ha chiesto una rateizzazione della cartella “incriminata” per scongiurare guai peggiore. e» ha anche presentato un ricorso in tribunale. Resta l’angoscia di sapere che, in caso di esito negativo del procedimento, la casa potrebbe essere pignorata e messa all’asta.

«E’ un caso che ha dell’incredibile - commenta Riccardo Bonuccelli - ma che può accadere con molta facilità. E’anche difficile rapportarsi con gli enti responsabili nelle fasi intermedie del procedimento. Quando la macchina burocratica entra in moto è difficile arrestarla: è una macelleria sociale».

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