Sicurezza
Cattivo odore, allagati i campi di torba
La società “Massarosa golf” si è rivolta ad un’impresa privata dopo il sollecito del Comune. Il disagio rimane alto
VIAREGGIO. L’odore acre, di bruciato, ieri mattina era ancora fortissimo. Complice la cappa di umidità, fin dalla sera di lunedì sera era tornato a farsi sentire con forza in tutta la città. Ancora tante le telefonate e le segnalazioni arrivate al “Tirreno” per telefono e via commenti sul sito (www.iltirreno.it): alto l’allarme nei cittadini di Viareggio che si chiedono cosa stanno respirando da giorni.
«Torba che brucia», spiega l’assessore all’ambiente del Comune di Massarosa, Damasco Rosi. Torba, ovvero massa fibrosa di materia organica vegetale, di origine palustre o lacustre, a diverso grado di decomposizione, di consistenza spugnosa, di colore da nero a marrone, altamente compressibile. Elemento naturale, dunque, ricco di minerali.
Siamo a Massarosa, in località “Botolo”, la zona dove sorgerà il campo da golf. Tanto che i terreni interessati all’incendio appartengono alla società “Massarosa golf”. Come ricostruito dagli uffici del sindaco Franco Mungai. Che ieri hanno dato il via - spiega lo stesso Mungai - «non ad un aordinanza, ma ad un avvio di procedimento, nei confronti della stessa società affinché provveda ad allagare l’area sulla quale l’incendio è in corso».
La torba brucia - continua Rosi - «per circa 6-7 metri sotto terra», e la siccità dell’estate ha reso inutile, ai fini di spegnere la torba, la pioggia caduta tra domenica e lunedì. Ieri - assicura Rosi - la “Massarosa golf” «ha individuato l’impresa cui affidare l’allagamento dell’area che ha una superficie di 20mila metri quadrati». E già nella giornata di ieri si è dato il via all’intervento. «È necessario allagare per una profondità di tre metri. E nel giro di un paio di giorni - questa la previsione dell’assessore all’ambiente - il fenomeno dell’odore dovrebbe rientrare. Perché la torba smetta di bruciare, invece, saranno necessari altri 10-15 giorni».
Arpat, dal canto suo, conferma - come già fatto lunedì con una nota ufficiale - che si tratta esattamente del fenomeno individuato nel Comune di Massarosa. Agenzia regionale ed Asl assicurano che l’odore che si diffonde non è dannoso per la salute. Una cosa della quale non sono convinti i cittadini: «Nessuna legge che voglia dirsi tale potrebbe mai permettere quello che sta accadendo da una settimana a questa parte e non c’ è commissario prefettizio che giustifichi tale inerzia». Parole forti quelle della signora Silvia: «Siamo in tanti ad essere interessati: almeno tre quartieri, Terminetto, Varignano e Migliarina. Ma so per certo che spesso questa puzza arriva anche in centro. Non dobbiamo avere paura di arrabbiarci.. è un nostro diritto sapere quello che sta accadendo..ci hanno abituati per troppi anni a far finta di niente ci hanno depistato per troppo tempo. Oggi siamo tutti più informati e consapevoli e dobbiamo farci forza».
Numerose le telefonate ai centrali di carabinieri, polizia, vigili del fuoco e polizia municipale. Poche le risposte, isto che nessuna istituzione - e tantomeno il Comune di Viareggio con il suo commissario prefettizio, Domenico Mannino e relativo ufficio ambiente - si è preoccupata di fornire ai centralini delle forze dell’ordine (i primi ad essere contattate dai cittadini) la spiegazione da fornire, una volta appurato (c’è una nota ufficiale di Arpat) che la causa dell’odore è l’incendio della torba. Come se dalle finestre del Municipio la puzza acre non entrasse...
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