Sicurezza
Caprili: pubblico e privato insieme anti crisi
Primo banco di prova il Centro congressi, uno per tutta la Versilia, che funzioni e sia competitivo
VIAREGGIO. «Anche solo visivamente siamo nei guai: si chiude un po' ovunque, comprese le zone più appetibili, dal punto di vista commerciale, come la via Garibaldi, via Cesare Battisti. Vorrei che chi di competenza ci dicesse quanti banchi del mercato di piazza Cavour sono con il cartellino affittasi e quanti, sotto le logge, sono ancora vuoti». La crisi morde Viareggio, ed interviene così Milziade Caprili: «In Darsena, poi, ci sono i dati: di 1.900 dipendenti delle 153 aziende metalmeccaniche, 350 sono stati espulsi, licenziati insomma, e 1.200 sono a cassaintegrazione; dei 1.300 dipendenti delle 120 ditte di arredo legno, 300 espulsi dal lavoro e 850 a cassaintegrazione. E persino un "simbolo" come il Principe di Piemonte a cassaintegrazione. Capisco bene che far rivivere, al tempo della crisi, una città come la nostra sia impresa difficile. Ma c' è da noi un problema di come è la città, la visione che offre, lo sconforto di zone che pure sarebbero vocate al turismo: colpa di tutte le amministrazioni e di tutti gli amministratori di maggioranza, di minoranza e anche quelli “così così”? Va bene. Basterebbe però finirla con la pietosa storia del "mi riordo" che non significa annacquare la nostra memoria collettiva ma decidere, proprio forti di quella memoria, qui ed ora le cose da fare. Si tratta di economia, di interventi dei privati, di capacità e di volontà e di possibilità d'intrapresa, certo. Ma anche di politiche. Il ministro del turismo Gnudi spiega che abbiamo perso terreno sui competitor più diretti, Spagna e Francia, pur in presenza del fatto che il settore turistico, secondo stime dell' Agenzia Onu, continuerà a crescere mediamente del 3,3% l' anno sino al 2030. E la soluzione? Udite, udite: verrà "presentato al Governo un Piano strategico nazionale del turismo" con analisi approfondite dei problemi e proposte per risolverli. E le Regioni, e la nostra Regione in termini di promozione in Italia e all'estero che fa? E il nostro Centro congressi? Non funziona, e dunque si è speso male fino ad oggi. E, allora, non si dovrebbe porre in posizione quanto meno privilegiata, l' idea che pubblico e privato si mettano insieme per spendere anche di più, ma molto, molto meglio? Non sarebbe possibile una sorta di specializzazione per cui ogni città della Versila fa qualcosa con le interazioni necessarie con le altre, anche in termini di ricadute economiche, e si costruisce un solo Centro Congressi, per fare un esempio?».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
