Il dolore
Balneari in corteo sull’autostrada
Spedizione per la manifestazione di martedì 9 nelle Marche: «Disagi? Noi non vorremmo crearli...»
VIAREGGIO. Un maxi-corteo con bandiere e pattini lungo l’autostrada, in direzione Marche. I balneari versiliesi preparano la spedizione per Senigallia, dove martedì 9 ottobre si terrà la manifestazione nazionale degli stabilimenti per dire no alla messa all’asta delle spiagge. E oggi - in un’assemblea a partire dalle 14 al Principe di Piemonte - si deciderà il da farsi.
A dire la verità, qualcuno spinge per un torpedone che “smuova” la situazione, anche creando disagi a chi transiterà in quel momento sull’autostrada. Bloccarla, del resto, era una delle soluzioni - mai praticate finora - minacciate dai concessionari per avere le attenzioni dovute dal governo.
Emiliano Favilla e Fabrizio Maggiorelli del Comitato dei bagni, però, invitano i loro colleghi a riflettere: «Non possiamo scatenare il caos: bisogna protestare, questo sì, ma a ragion veduta. La proposta di fare un corteo per Senigallia sarà discussa e andrà avanti solo con l’unanimità». Insomma: se disagi ci saranno, non saranno creati apposta.
Ma in quanti partiranno per Senigallia? Secondo i balneari, a partire dai sindacati che li rappresentano, l’adesione sarà alta. Però, annusando l’aria, sembra che tra gli stessi bagni ci sia ormai sfiducia per una soluzione positiva della questione Bolkestein. L’impressione è che tanti si siano rassegnati all’ipotesi delle aste, sperando di riacquisire la propria concessione o - tutt’al più - ricevere un indennizzo adeguato in caso di perdita. Una speranza che, tutto sommato, è comprensibile. Anche se al momento non poggia su basi solide.
Comunque, le due giornate nelle Marche - lunedì con il direttivo dei sindacati, martedì con le proteste - saranno utili anche per tastare il polso della protesta. E capire se davvero c’è la volontà di contrastare il decreto delle spiagge così come sta emergendo da anticipazioni, indiscrezioni e pure qualche documento ufficiale (leggi la proposta del Pd).
A proposito di indiscrezioni, in città circola una voce che però pare avere ben poco fondamento. La citiamo perché in questo caos scatenato dalla direttiva Servizi ogni spiffero ha la sua dignità. Secondo questa voce, per tutelare le imprese più piccole si vorrebbero evitare le aste per coloro che pagano meno di 40mila euro di canone per la concessione. Tanti, in Versilia. Ma viene da chiedersi se è credibile che il governo che vuole far cassa con le spiagge prenda in considerazione un’ipotesi simile.
Nel frattempo, una protesta clamorosa arriva da Roma: il balneare triestino Marcello Di Finizio, non nuovo a queste imprese, ha annunciato di voler salire sulla cupola di San Pietro per protestare contro la Bolkestein. Un’iniziativa certo coraggiosa - di questi tempi la Chiesa sembra piuttosto permalosa - ma che non mancherà di portare a Di Finizio nuove simpatie.
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