Il Tirreno

Versilia

Il basket è in lutto per Alessandro Donati

di Massimo Berutto
Il basket è in lutto per Alessandro Donati

Il giovane playmaker della Ies studiava ingegneria e progettava di sposare Krizia Una carriera tutta nella squadra pisana con una parentesi allo Sporting

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PISA. La pallacanestro pisana è in lutto. Alessandro Donati, 26 anni, playmaker della Ies Sport, è stato strappato alla vita da un terribile e assurdo incidente stradale. Alessandro abitava in via Umbria 5. Oltre a giocare a pallacanestro, studiava da ingegnere e progettava di sposarsi. Nel poco tempo libero si dedicava alla passione per la Juventus. Lo sfortunato ragazzo lascia, oltre alla fidanzata Krizia Casella e al padre Luciano (che erano con lui in auto), la madre e un fratello, che si era sposato 7 giorni prima ed era in viaggio di nozze a Sidney, da dove ora sta rientrando in Italia. La salma non è stata ancora consegnata alla famiglia, ma è rimasta a disposizione delle autorità, di conseguenza non è stato stabilito il giorno del funerale.

Ci sono sconcerto e incredulità in tutti coloro che volevano bene ad Alessandro. Il suo allenatore Paolo Campani era stato prima ancora un suo compagno di squadra e un amico: «Un ragazzo buono, tranquillo, che dava tutto in campo. Dovevo gestirlo un po’, tanto era generoso». Emilio Landini, storico dirigente della Ies, era al seguito della squadra: «Sono venuto via da Carrara quando ho visto che tutti erano sistemati per il ritorno: Donati con la sua famiglia, alcuni giocatori insieme all’allenatore Campani e in un’altra macchina i ragazzi diretti a Livorno. Ero tranquillo. E invece…». Donati era cresciuto nella Ies Sport fin dal minibasket. «Un bimbo bravo – ricorda commossa la dirigente Sonia De Falco - sotto l’aspetto umano e nella pallacanestro, come figlio e come studente. Era sempre stato un elemento di spicco. Non si può morire a 26 anni…». Per Donati tutta la trafila nello Sport Pisa, tranne una parentesi ai cugini dello Sporting. «Lo conoscevo bene – dice Stefano Magnozzi, ex dirigente dello Sporting - Aveva giocato nelle giovanili della Ies insieme a mio figlio. Non aveva un ruolo preciso, un po’ play e un po’ guardia, ma faceva la differenza in molte partite. L’unico ’86 di quella società che aveva continuato con il basket. Lo portai allo Sporting nel nostro ultimo anno in serie D, perché avevamo bisogno di un under. Un bravo ragazzo, educato. La famiglia era sempre con lui. Ho avuto modo di parlare con il presidente Villari, che mi ha manifestato tutto il suo dispiacere. Dopo la recente scomparsa di Bruno Duranti, Sauro Bufalini e Diego Bologna, il basket pisano piange un’altra grave perdita». Raggiungiamo telefonicamente anche il direttore sportivo della Ies, Stefano Regoli: «Alessandro era un ragazzo d’oro. Io lo conoscevo bene, perché entrambi andavamo al mare al Bagno Lomi». Anche Guido Bolelli, compagno di squadra di Alessandro alla Ies fino a qualche mese fa, non riesce a capacitarsi: «Gli ero affezionato, perché lo avevo allenato da piccolo. Scherzando gli dicevo: le poche cose che sai fare te le ho insegnate io».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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